Nuovi cacerolazos hanno scosso domenica La Habana, questa volta nei municipi di Playa e El Vedado, secondo video inviati a questa redazione che documentano le proteste notturne in entrambe le zone della capitale cubana.
Nelle immagini si sentono i colpi di pentola in lontananza, e a El Vedado si osserva un punto di fuoco: secondo il rapporto, i vicini «hanno acceso qualcosa», una pratica che è diventata abituale nelle recenti proteste, dove i cubani bruciano i cassonetti per esprimere il loro malcontento di fronte ai continui blackout.
Le nuove manifestazioni si aggiungono a un'ondata di proteste che da giorni scuote la capitale, descritta come la più grande giornata di mobilitazione a L'Avana dal 11 luglio 2021.
Dal 12 maggio, le proteste si sono diffuse in almeno 12 municipi dell'Avana, inclusi Marianao, Luyanó, Santos Suárez, San Miguel del Padrón, Nuevo Vedado, Guanabacoa, Regla, Boyeros, Puentes Grandes e Habana del Este.
Il detonatore è una crisi energetica senza precedenti: il ministro dell'Energia e delle Miniere, Vicente de la O Levy, ha ammesso black out di tra le 20 e le 22 ore giornaliere in alcuni circuiti dell'Avana.
La Unión Eléctrica ha riportato il 13 maggio un deficit di generazione di 2,113 MW, con appena 1,230 MW disponibili rispetto a una domanda di 3,250 MW.
Il municipio Playa, uno degli scenari di questa domenica, era già stato protagonista di repressione poliziesca mercoledì scorso, quando agenti hanno picchiato manifestanti durante le proteste notturne.
In parallelo, si è registrata una caduta massiva di internet a La Habana durante le manifestazioni del 14 e 15 maggio, interpretata come un tentativo del regime di limitare la diffusione di immagini e testimonianze.
Le consigne che hanno risuonato nei quartieri dell'Avana durante questa settimana vanno da «¡Corriente e comida!», urlata dai vicini di San Miguel del Padrón di fronte alla sede del governo municipale, fino a «¡Abajo la dictadura!», ascoltata in vari punti della capitale.
La ONG Cubalex ha segnalato che almeno 14 persone sono state arrestate a L'Avana in relazione a cacerolazos e proteste dal 6 marzo 2026.
El Observatorio Cubano de Conflictos ha registrato 1.133 proteste in aprile 2026, un 29,5% in più rispetto ad aprile 2025, il che illustra l'escalation continua del malcontento sociale nell'isola.
I nuovi cacerolazos di questa domenica a Playa e El Vedado confermano che la protesta non è cessata nonostante il dispiegamento della polizia e i tagli alla connessione internet, e che l'indignazione popolare continua a crescere con ogni ora in più senza elettricità.
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