Una giovane cubana ad Albacete, Spagna, ha raccontato su TikTok che circa un mese e mezzo fa ha preso la decisione di rimanere nella panetteria dove lavorava come dipendente e trasformarla nel proprio negozio.
Rosmery (@rosmerys027), nota sui social media per le sue riflessioni oneste sull'emigrazione e la vita in Spagna, ha spiegato che la decisione è stata vista da molti come una follia, ma che l'ha assunta con piena convinzione.
«Che sia una follia quello che ho fatto a prendere una panetteria per me, beh, sì, è una follia, non lo negherò», ha ammesso nel video.
Tuttavia, è stato decisivo nel giustificare la sua scelta: «Ho deciso di rischiare, ho deciso di dire: guarda, andiamo, perché questo è ciò per cui sei venuto da Cuba, questo è ciò per cui sei venuto da così lontano, per progredire, per andare avanti».
La giovane, secondo quanto racconta, è al comando dell'attività da oltre un mese senza praticamente riposo, il che spiega la sua minore presenza sui social media nelle ultime settimane.
«Sono più di un mese senza riposare, ma è così che vanno tutte le prime fasi di ciò che fai; all'inizio devi sacrificarti un po', o anche un po' troppo», ha sottolineato.
La storia ha radici a Cuba, dove Rosmery aveva già esperienza nella pasticceria: preparava torte da vendere come forma di imprenditoria.
Al suo arrivo in Spagna, non poté subito riprendere la produzione delle torte che faceva a Cuba a causa delle normative sanitarie, ma il suo lavoro in una panetteria gli permise di acquisire esperienza nel settore e, col tempo, di assumere la gestione del proprio locale.
«A me questo tema della panetteria, dei dolci, piace, è qualcosa che mi diverte», ha spiegato, sottolineando che non si tratta solo di un affare, ma di una passione.
Il racconto della cubana ha suscitato numerose reazioni di sostegno e affetto sui social media, dove molti utenti le hanno lasciato messaggi augurandole successo in questa nuova fase come proprietaria di una panetteria ad Albacete, con commenti come “Buona fortuna”, “Tanto coraggio e buona fortuna” o “I miei migliori auguri”. Altri hanno evidenziato il coraggio di essersi messa in gioco per realizzare il suo sogno di intraprendere lontano da Cuba.
Diversi seguaci hanno anche lodato la sua perseveranza e celebrato il fatto che sia riuscita a trasformare il suo posto di lavoro nel suo stesso business. “E ce l’hai fatta”, ha scritto una persona, mentre un'altra le ha assicurato: “Ti auguro il meglio, cara”. Alcuni hanno persino promesso di visitare il locale per supportarla di persona, con messaggi come “Appena posso, verrò” e “Andrò alla tua panetteria”, a cui la giovane ha risposto con gratitudine invitandoli a passare per l’attività.
Nella rete, Rosmery ha documentato la sua storia e il suo processo di adattamento alla vita in Spagna con una sincerità che le ha guadagnato una comunità fedele di seguaci.
Nel mese di gennaio scorso ha riflettuto sulle sue ragioni per emigrare, sottolineando che non se n'è andata per fame o estrema mancanza: «Non me ne sono andata perché non avessi nulla, me ne sono andata perché il futuro che sognavo non era più possibile a Cuba».
Poco dopo, ha esposto le differenze tra la sua vita in Spagna e l'angoscia alimentare a Cuba, descrivendo situazioni come il razionamento delle uova o l'impossibilità di acquistare un litro di olio.
La sua storia si inserisce in un pattern più ampio di cubani imprenditori in Spagna, la principale destinazione dell'esilio cubano in Europa, con quasi 200.000 residenti cubani registrati nel 2024.
Altre cubane hanno vissuto percorsi simili: una cameriera che ha aperto la propria attività o un'imprenditrice di Mayabeque che è arrivata con 100 euro e ha fondato il proprio studio di consulenza legale.
Rosmery ha chiuso il suo video con un invito diretto a coloro che vogliono sostenerla: «Se volete supportare la mia decisione, potete venire in Pérez Pastor 76 e sarò lieta di accogliervi».
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