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La agenzia Associated Press ha pubblicato questo lunedì un reportage che descrive gli anziani cubani come uno dei gruppi più vulnerabili di fronte alla crisi economica che colpisce l'isola.
Il testo dell'AP si aggiunge a una serie di coperture internazionali che ritraggono una realtà che il regime cubano ha cercato di minimizzare: centinaia di migliaia di anziani abbandonati, senza cibo sufficiente, senza medicinali e senza una rete familiare che li sostenga.
Cuba è uno dei paesi più anziani dell'America Latina, con il 25% della sua popolazione over 60 anni, una proporzione che si scontra frontalmente con il collasso del sistema di assistenza sociale dello Stato.
Le cifre sono sconvolgenti: il 79% delle persone oltre i 70 anni non riesce a fare tre pasti al giorno, secondo l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani.
Un sondaggio dell'organizzazione ASIC condotto su 506 pensionati in cinque province ha rivelato che il 98,8% percepisce un abbandono istituzionale e il 99% afferma che la propria pensione non copre i bisogni fondamentali.
Le pensioni, anche dopo l'aumento approvato nell'agosto del 2025, non superano i 4.000 pesos mensili, meno di 10 dollari al cambio informale, mentre ricevere la pensione è diventato un calvario per migliaia di cubani.
Il contrasto con le pensioni militari è osceno: gli appartenenti alle forze armate ricevono fino al 90% del loro ultimo stipendio, mentre i pensionati civili sopravvivono nella miseria.
Il Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale ha ammesso nel marzo del 2026 che «non ci sono risorse per assistere le persone vulnerabili», una confessione che riassume l'abbandono istituzionale di oltre 1.774.310 pensionati registrati nell'isola.
Il sistema delle case di riposo per anziani è altrettanto insufficiente: solo 156 centri con 12.697 posti letto per tutto il paese, lasciando 51 municipi senza alcun servizio di assistenza per la terza età.
Il collasso del sistema di assistenza sociale cubano è aggravato dall'emigrazione di massa: oltre 1,4 milioni di cubani hanno lasciato l'isola dal 2020, lasciando il 17,4% degli anziani senza familiari vicini.
Una donna anziana di San Germán, Holguín, il cui figlio è emigrato, lo ha riassunto in modo crudo: «Passo anche tre giorni senza mangiare», dipendendo dai vicini per alimentarsi e procurarsi acqua.
I casi documentati si moltiplicano. I vicini hanno chiesto aiuto per le anziane vulnerabili trovate in condizioni di estrema precarietà, mentre la stampa ufficiale è arrivata a ritrarre anziani che cercano sostentamento per le strade, un'immagine che il regime stesso non può più nascondere.
La crisi energetica del 2026 aggrava ulteriormente la situazione: nel mezzo del crollo delle forniture esterne di combustibile, Cuba soffre di blackout nazionali ricorrenti con un deficit di 2.025 megawatt nelle ore di punta, il che colpisce in modo sproporzionato coloro che dipendono dall'elettricità per refrigerare medicinali o utilizzare apparecchiature mediche.
Di fronte al vuoto dello Stato, la solidarietà tra vicini e le rimesse dall'estero sono diventate l'unico sostegno reale per gli anziani più vulnerabili, una realtà che la povertà, la solitudine e l'abbandono hanno reso sinonimo di vecchiaia a Cuba.
Un pensionato cubano citato dal quotidiano spagnolo El País lo ha espresso con amarezza: «Non puoi dire alla gente che vivremo di ciò che produciamo. Cosa produciamo?»
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