Cosa è successo vicino all'unità di polizia di Zanja a L'Avana?

Un trasformatore è esploso vicino all'unità di polizia di Zanja a Centro Habana il 6 maggio, durante la peggiore crisi elettrica di Cuba in decenni.



Incendio vicino all'unità di polizia di ZanjaFoto © Facebook/El Toque

Un trasformatore elettrico è esploso e ha incendiato la zona vicino all'unità della Polizia Nazionale Rivoluzionaria in via Zanja, a Centro Habana, la notte di mercoledì 6 maggio, secondo immagini diffuse da El Toque che mostrano l'area avvolta nel fumo e negli scoppi.

I vicini che hanno registrato l'incidente hanno riferito che sin dalla mattina di quel giorno si avvertiva odore di bruciato e segni di surriscaldamento nell'attrezzatura, il che indica che il guasto si stava sviluppando da ore prima dell'esplosione.

I pompieri sono arrivati rapidamente sul posto per controllare le fiamme. Nel video, uno dei presenti identifica la causa: «Corto circuito», mentre un altro commenta: «Sono arrivati i pompieri, stanno spegnendo il fuoco lì».

Non sono stati segnalati feriti nei primi rapporti sull'incidente. Le autorità cubane non hanno emesso alcun comunicato ufficiale riguardo quanto accaduto.

Il fatto che il trasformatore colpito fosse situato accanto a un'installazione della polizia dimostra che neanche le stesse strutture dello Stato sfuggono al deterioramento dell'infrastruttura elettrica cubana.

L'incidente si verifica nel momento peggiore della crisi elettrica a Cuba nel 2026. Nello stesso giorno, 6 maggio, L'Avana ha registrato interruzioni del servizio fino a 24 ore, con un massimo di 403 MW alle 23:10 e altri 105 MW aggiuntivi a causa di emergenze non ancora ripristinate.

Il giorno dopo, il deficit elettrico nazionale continuava a peggiorare e raggiungeva circa 1.900 MW, con una disponibilità di soli 1.370 MW rispetto a una domanda di 2.850 MW.

La centrale termoelettrica Antonio Guiteras, principale generatrice del paese situata a Matanzas, era uscita dal sistema il 5 maggio a causa di un guasto alla sua caldaia, rappresentando l'ottava mancata operazione dall'inizio del 2026 e accumulando più di 36 anni senza manutenzione straordinaria.

I trasformatori di distribuzione sono particolarmente vulnerabili in questo contesto. Nel 2026 sono stati documentati inoltre furti sistematici di olio dielettrico in diverse province, tra cui Holguín, Granma e Las Tunas, il che aggrava ulteriormente i guasti nella rete.

Questo tipo di esplosioni non è nuovo nella capitale. Nel marzo del 2026, un'esplosione di un trasformatore ha generato fiamme e fumi intensi in un'altra zona del paese, anch'essa senza feriti segnalati.

Nel municipio di Playa, L'Avana, si sono registrati 192 blackout tra il 10 e il 23 aprile 2026, un numero che illustra l'entità del collasso che vive la capitale. Di fronte al deterioramento, le stesse autorità hanno iniziato a chiedere alla popolazione di vigilare sulla rete elettrica a causa dell'incapacità dello Stato di mantenerla operativa.

Cuba richiede otto navi di carburante al mese per sostenere il suo sistema elettrico, ma da dicembre 2025 ne ha ricevuta solo una, secondo le dichiarazioni dello stesso Miguel Díaz-Canel, il che riassume in un numero l'entità del disastro energetico che colpisce l'Isola.

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