Un creatore di contenuti cubano ha pubblicato su TikTok un video che riassume in 50 secondi l'assurdità economica che i cubani vivono quotidianamente: ricevere oltre 200.000 pesos cubani interamente in banconote da 10 pesos, una somma che al cambio informale equivale a appena 384 dollari.
José Luis Llanes Matos, conosciuto su TikTok come @motollanes, ha pubblicato il video il 6 aprile e in esso si vede mentre conta ad alta voce le banconote mentre scherza: «guarda là, hanno rapinato in banca... al negozio non ci sono così tanti soldi, né in banca tanto meno».
La battuta ha una logica schiacciante: un pagamento di 200.000 pesos in banconote da 10 CUP implica gestire fisicamente 20.000 banconote, un pacco di diversi chilogrammi di carta moneta che, in termini reali, non è sufficiente a coprire le spese di base per un mese.
La scena non è un caso isolato. Le banche statali cubane continuano a erogare salari e pagamenti in banconote di basso valore a causa della mancanza di carta moneta di maggior valore, una pratica che gli stessi negozi privati rifiutano negandosi ad accettare banconote da cinque, dieci e venti pesos.
Il rifiuto arriva al punto che i cuentapropistas dell'Avana accettano solo banconote a partire da 100 CUP, lasciando chi riceve denaro in tagli minori senza un modo pratico per spendere i propri soldi.
Il retroterra è la brutale svalutazione del peso cubano, che ha perso più del 95% del suo valore rispetto al dollaro tra il 2020 e il 2026, passando da 42 pesos per dollaro a più di 520 pesos per dollaro nel mercato informale. A marzo, un'educatrice cubana ha denunciato di aver atteso quattro giorni in fila per incassare 2.000 pesos in banconote da cinque e dieci, definendo la situazione come una «umiliazione».
Come risposta tardiva, il Banco Central de Cuba ha emesso a partire dal 1 aprile nuove banconote da 2.000 e 5.000 pesos. Tuttavia, le nuove banconote ad alta denominazione risolvono appena il problema: una banconota da 5.000 CUP equivale a circa dieci dollari al cambio informale, il che ha portato i cubani a ironizzare con la frase «il mio stipendio in una banconota».
Il Banco Centrale stesso ha giustificato la misura come un modo per «facilitare le transazioni, affrontare l'aumento dei prezzi, ridurre i costi logistici e velocizzare le operazioni», sebbene l'istituzione abbia ammesso che i nuovi biglietti non rappresentano una soluzione strutturale della crisi monetaria.
Il video di @motollanes ha accumulato più di 111.200 visualizzazioni ed è stato condiviso oltre 1.100 volte, diventando uno dei ritratti più virali del collasso economico cubano, un collasso che si sta preparando da decenni sotto 67 anni di dittatura e che nessuna banconota nuova, per quanto grande sia il suo valore, può nascondere.
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