Cuba accusa gli Stati Uniti di cercare di «sottomettere per fame e disperazione» il popolo, ma la crisi dura da decenni

Il regime cubano accusa gli Stati Uniti di voler «sottomettere alla fame» il popolo, ma i dati mostrano che la crisi alimentare precede le sanzioni di Trump.



Anziana cubana che cerca cibo in un cassonettoFoto © Captura de Video/Facebook/Silverio Portal

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Il Ministero delle Relazioni Estere di Cuba ha emesso questo giovedì un comunicato in cui rifiuta «nei termini più energici» l'Ordine Esecutivo firmato dal presidente Donald Trump lo scorso 1 maggio e condanna le nuove sanzioni del Dipartimento del Tesoro che hanno aggiunto questo giovedì GAESA e Moa Nickel S.A. alla Lista di Nazionali Specialmente Designati, accusando Washington di tentare di «sottomettere per fame e disperazione» l'intera popolazione cubana.

Ciò che il regime omette nel suo comunicato è che la fame a Cuba non è arrivata con le sanzioni di Trump: è la conseguenza diretta di più di sei decenni di dittatura comunista e di un modello economico centralizzato che ha distrutto la produzione agricola nazionale.

«La misura ostacolerà ulteriormente il funzionamento dell'economia nazionale che già affronta, dal 29 gennaio 2026, gli effetti nefasti del blocco petrolifero imposto in quella data e che ha paralizzato le esportazioni di combustibili verso il paese», ha ribadito il comunicato.

Il testo «denunció» ha anche «il carattere criminale di queste misure di aggressione mirate a piegare con la fame e la disperazione tutta la popolazione cubana», come se l'economia cubana non fosse già in collasso da prima, «e a cercare di generare una catastrofe sociale, economica e politica su scala nazionale».

Inoltre, hanno sottolineato: «Rifiuta anche l'intento del governo degli Stati Uniti di creare uno scenario di crisi umanitaria per giustificare azioni più pericolose, inclusa un'aggressione militare contro Cuba», cercando una giustificazione esterna all'impopolarità del regime.

Secondo un sondaggio sulla fame a Cuba pubblicato ieri, il 33,9% delle famiglie cubane ha segnalato di soffrire la fame nel 2025, prima che venisse firmato il Decreto Esecutivo di maggio 2026, con un aumento di 9,3 punti rispetto al 2024.

Il Food Monitor Program ha registrato ad aprile 2026 che il 96,91% della popolazione cubana non aveva accesso adeguato agli alimenti a causa dell'inflazione e del calo del potere d'acquisto.

Le morti per denutrizione sono aumentate del 74% tra il 2022 e il 2023, passando da 43 a 75 casi, secondo la stessa Ufficio Nazionale di Statistiche e Informazioni di Cuba.

Cuba importa tra il 70% e l'80% degli alimenti che consuma, riflettendo il collasso della produzione agricola sotto il modello collettivizzato imposto dal regime sin dal 1959.

Il primo ministro cubano, Manuel Marrero Cruz, ha riconosciuto nell'ottobre del 2024 —mesi prima di qualsiasi nuova misura di Trump— che «la scarsità di carburante è il principale fattore» del collasso economico.

Nel dicembre del 2024, il Partito Comunista di Cuba ha ammesso i falli del modello socialista nella produzione di alimenti, e in aprile dello stesso anno il regime ha richiesto per la prima volta aiuto al Programma Alimentare Mondiale per fornire latte in polvere ai bambini.

El 80% dei cubani ritiene che la crisi attuale sia peggiore del Periodo Speciale degli anni novanta, secondo un sondaggio di marzo 2026.

En merito alle nuove sanzioni, il segretario di Stato Marco Rubio ha definito GAESA come «il cuore del sistema comunista cleptocratico di Cuba», sottolineando che il conglomerato militare controlla tra il 40% e il 70% dell'economia formale dell'isola e genera più di 1.000 milioni di dollari all'anno per il regime.

Le nuove sanzioni contro GAESA annunciate da Rubio sono la prima misura coercitiva derivante dalla Decreti Esecutivo firmato da Trump il 1 maggio, che amplia le sanzioni economiche, finanziarie e commerciali contro l'isola.

Il MINREX ha avvertito inoltre che gli Stati Uniti mirano a «costruire uno scenario di crisi umanitaria per giustificare azioni più pericolose, inclusa un'aggressione militare contro Cuba», e ha esortato la comunità internazionale a non cedere a quello che ha definito «ricatto e intimidazione».

La strategia del regime di incolpare gli Stati Uniti della fame nell’isola non è nuova, ma i dati la smentiscono: la crisi alimentare cubana è strutturale, precedente a qualsiasi sanzione recente, e ha le sue radici nello stesso sistema che oggi firma il comunicato di protesta.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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