«El Habanero» avverte Trump: «Se metti una portaerei a Cuba, si riempie di gente»



El Habanero/Portaerei Abraham LincolnFoto © Collage di Facebook/Habanero Original/news.usni.org

Il comico cubano Julio César Rodríguez, conosciuto come "El Habanero", è diventato protagonista dei social media con un video di 21 secondi in cui risponde con umorismo alle minacce del presidente Donald Trump di inviare una portaerei al largo delle coste di Cuba.

La reazione virale, pubblicata su Facebook, riassume in poche parole ciò che molti cubani pensano: se arriva una nave da guerra americana, non ci sarà resa del regime, ma una fuga di emigranti.

«Io sto guardando questa notizia, che dice che Donald Trump va a fermarsi con un portaerei laggiù. Stai diventando matto. Quella cosa si riempirà di gente. Poi non potrà uscire. Guarda, ti darò il tuo parcheggio. Ah, madre mia», dice l'artista nel video.

Il sorriso si collega perfettamente alla realtà di un'isola in crisi. Trump ha dichiarato il 2 maggio a The Villages, Florida, che gli Stati Uniti «prenderanno Cuba quasi immediatamente» dopo aver concluso le operazioni in Iran, e ha descritto lo scenario della USS Abraham Lincoln fermandosi «a circa 100 iarde dalla costa» per costringere alla resa il regime.

Il lunedì, il mandatario ha ripetuto la minaccia in un'intervista con Salem News Channel, descrivendo Cuba come «devastata in questo momento, completamente devastata» e subordinando qualsiasi azione alla conclusione del conflitto con l'Iran.

L'umorismo di El Habanero risuona con forza perché la crisi sull'isola è reale e profonda. Da gennaio 2026, l'amministrazione Trump ha intercettato almeno sette petrolieri con petrolio destinato a Cuba, riducendo le importazioni energetiche tra l'80% e il 90%, il che ha provocato blackout di fino a 25 ore al giorno in oltre il 55% del territorio cubano.

Quel contesto di disperazione è ciò che dà senso alla battuta: per milioni di cubani, una portaerei statunitense non rappresenta una minaccia militare, ma un'opportunità di fuga.

Non è il primo contenuto di questo tipo a diventare virale in questi giorni. Un giornalista progovenamentale ha avvertito che Trump «metterebbe a rischio» i cubani della Florida se attaccasse Cuba, e la risposta dell'esilio è stata un'ondata di derisione. «È la cosa più comica che ho letto oggi, il miglior meme, diventerai virale adesso. Vedrai», ha risposto un utente.

Nel frattempo, il regime inasprisce la sua retorica. Miguel Díaz-Canel ha avvertito il 3 maggio davanti a delegati di 36 paesi sulla «imminenza di un'aggressione militare» e ha invocato la dottrina della «Guerra di Tutto il Popolo», dichiarando che «ogni cubana e ogni cubano ha un fucile».

Il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha risposto anche a Trump: «La Patria, la Rivoluzione e il Socialismo si difendono con le idee e con le armi. Non ci spaventeranno».

La situazione è iniziata il 1 maggio, quando Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo che amplia drasticamente le sanzioni contro il regime cubano, mirando ai settori dell'energia, della difesa, dell'estrazione mineraria e dei servizi finanziari.

L'Unità di Intelligenza di The Economist prevede una contrazione economica del 7,2% per Cuba nel 2026, cifra che illustra il collasso che l'Habanero riassume con una sola frase: «Mira, voy a dar tu parqueazo».

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