"Il miglior meme": Un giornalista afferma che Trump metterà a rischio i cittadini in Florida se attacca Cuba



Roberto A. Paneque FonsecaFoto © Facebook / Roberto A. Paneque Fonseca

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Un giornalista legato ai mezzi di comunicazione statali cubani ha pubblicato questa settimana su Facebook che Trump «sta mettendo a rischio la vita di centinaia di migliaia di cittadini nello Stato della Florida se decide di attaccare Cuba», e la risposta degli utenti non si è fatta attendere: scherni, risate e l'etichetta di «il miglior meme».

L'autore del post che ha scatenato le risate sui social è Roberto A. Paneque Fonseca, giornalista con esperienza in Radio Cubana, TV Cubana, Prensa Latina e Granma, ed ex ufficiale dell'Intelligence Militare dell'esercito cubano tra il 1975 e il 1980.

La pubblicazione è arrivata ore dopo che Trump ha minacciato di inviare il portaerei USS Abraham Lincoln a 100 iarde dalle coste cubane per forzare la resa del regime, condizionando l'azione al completamento delle operazioni militari in Iran.

L'ironia dell'argomento di Paneque non è passata inosservata: la comunità cubano-americana della Florida —quella che lui dice essere «a rischio»— è precisamente quella che supporta di più tale intervento.

Una sondaggio ha rivelato che il 79% dei cubani del sud della Florida sostiene una qualche forma di azione militare da parte degli Stati Uniti a Cuba, secondo un'indagine di Bendixen & Amandi International pubblicata ad aprile.

I commenti al post di Paneque riflettevano questa realtà con umorismo: «Questo è vero, i cubani della Florida si faranno una grande sbornia», ha scritto un utente tra emoji di risate.

Un altro commento è stato ancora più diretto: «È la cosa più comica che abbia letto oggi, il miglior meme, adesso diventerai virale. Vedrai».

Un terzo ha riassunto il sentimento generale con quattro parole: «Questo si chiama una mente ben lavata».

Il contesto che ha motivato il post di Paneque è stata la minaccia di Trump durante una cena privata del Forum Club a West Palm Beach, di fronte a un pubblico che includeva figure dell'esilio cubano.

Trump ha descritto la scena con dettagli: «Sulla via del ritorno dall'Iran, avremo uno dei nostri grandi, forse il portaerei USS Abraham Lincoln, il più grande del mondo, che arriverà, si fermerà a circa 100 metri dalla costa, e diranno: Grazie mille, ci arrendiamo».

Quel giorno stesso, Trump firmò un'ordina esecutiva per ampliare le sanzioni contro Cuba nei settori dell'energia, della difesa, dell'estrazione mineraria e della finanza, con sanzioni secondarie per le banche straniere che operano con l'isola.

Il Senato degli Stati Uniti aveva respinto martedì scorso, con 51 voti contro 47, una risoluzione democratica per limitare l'autorità di Trump di agire militarmente contro Cuba senza l'approvazione del Congresso.

Mientras tanto, il regime cubano ha tentato di rispondere con fermezza. Il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla ha dichiarato che «i cubani non ci facciamo intimidire», e Miguel Díaz-Canel ha affermato che «nessun aggressore» piegherà l'isola.

Il sociologo Guillermo Grenier, direttore del FIU Cuba Poll, ha descritto l'umore dei cubanoamericani di fronte alla situazione come «estremamente ottimista e estremamente timoroso», una tensione che il post di Paneque, lontano dall'accapture, ha involontariamente trasformato in materiale comico per migliaia di utenti.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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