José Daniel Ferrer: «Vogliamo a Cuba qualcosa di simile a quanto accaduto in Venezuela il 3 gennaio»



José Daniel Ferrer (Immagine di riferimento)Foto © Captura di Facebook/CiberCuba

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L'oppositore cubano José Daniel Ferrer è comparso martedì davanti alla Commissione per gli Affari Esteri e alla Sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento Europeo a Bruxelles e ha lanciato la sua richiesta più diretta fino ad ora: che gli Stati Uniti facciano a Cuba «il prima possibile qualcosa di simile a quanto accaduto in Venezuela il 3 gennaio», in riferimento alla cattura di Nicolás Maduro da parte delle forze speciali statunitensi.

Ferrer è stato esplicito nel giustificare quella richiesta: «Siamo a favore del rispetto del diritto internazionale, ma quando si tratta di scegliere tra il rispetto del diritto internazionale e la vita del nostro popolo, scegliamo la vita del nostro popolo».

Il leader dell'Unione Patriottica di Cuba (UNPACU) si riferiva all'Operazione Risoluzione Assoluta del 3 gennaio 2026, in cui forze speciali degli Stati Uniti catturarono Maduro e sua moglie Cilia Flores al Fuerte Tiuna di Caracas e li trasferirono a New York per affrontare accuse di traffico di droga.

In quell'operazione morirono 77 persone, tra cui 32 agenti dei servizi di intelligence cubani la cui presenza in Venezuela fu confermata dallo stesso regime di La Habana.

Di fronte ai eurodeputati, Ferrer ha denunciato che Cuba sta vivendo la peggiore crisi della sua storia moderna e ha descritto le carceri del regime come «l'inferno» dove vengono inviati gli oppositori «con l'intento di spezzarli fisicamente e mentalmente».

Citò il caso di Alexander Díaz Rodríguez, prigioniero politico dell'11J liberato il 12 aprile dopo aver perso 44 chilogrammi durante la sua detenzione —è passato da 81 a 37 chili— con cancro alla tiroide, epatite B e grave malnutrizione.

«Uscì da una prigione comunista come uscirono i prigionieri che sopravvissero nei campi di concentramento della Germania nazista: pelle su ossa», affermò.

Ferrer ha denunciato che dal 2020 a oggi sono morti almeno una decina di prigionieri politici nelle carceri cubane, vittime di grave malnutrizione, tubercolosi e negligenza medica, e che la polizia politica ha aggiunto le aggressioni sessuali di detenuti comuni contro giovani oppositori.

Sull'Accordo di Dialogo Politico e Cooperazione che l'Unione Europea ha con La Habana, Ferrer è stato categorico: «È aspirina per un cancro terribile».

Esigette che l'UE lo sospendesse e applicasse a Cuba le stesse sanzioni già imposte a Venezuela e Nicaragua, ai cui regimi si riferì come «alunni» del castrismo.

L'oppositore ha anche sottolineato che il regime cubano è alleato di Russia, Cina, Corea del Nord, Bielorussia e Iran, e che senza l'influenza di Havana, il Venezuela non sarebbe caduto sotto Hugo Chávez né il Nicaragua sotto Daniel Ortega.

Ferrer ha informato che nelle sue riunioni con circa 30 eurodeputati solo uno si è mostrato favorevole all'accordo di cooperazione con il regime cubano.

Nella stessa sessione ha partecipato in forma telematica Edgar Stuardo Ralón Orellana, presidente della Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH), che ha avvertito che la situazione a Cuba «presenta un carattere strutturale persistente e aggravato» e che «il modello di partito unico del regime comunista ha fallito».

La comparsa fa parte di un tour europeo che Ferrer ha iniziato il 2 maggio con il suo arrivo a Madrid.

L'oppositore, esiliato da Cuba nell'ottobre del 2025 insieme alla sua famiglia dopo uno sciopero della fame nella prigione di Mar Verde per denunciare torture, ha presentato ai eurodeputati il «Accordo di Liberazione di Cuba», un'alleanza di oltre un centinaio di organizzazioni prodemocratiche costituita due mesi fa.

La Unione Europea ha avviato ad aprile un processo di revisione dell'accordo con Cuba, sebbene senza renderlo pubblico, dopo una votazione parlamentare che ha visto 331 voti favorevoli a inasprire la posizione nei confronti di La Habana.

Ferrer ha concluso il suo intervento con una frase che riassume il messaggio di tutta la sua comparsa: «Le uniche artigli che il popolo di Cuba vuole che si stacchino dal paese sono gli artigli del Partito Comunista».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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