La Cina chiede agli Stati Uniti di sollevare le sanzioni contro Cuba e le qualifica come illegali



Ministro cinese degli Affari Esteri, Wang Yi, con il cancelliere del regime Bruno RodríguezFoto © Ministero degli Affari Esteri della Repubblica Popolare Cinese

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Il Ministero degli Affari Esteri della Cina ha esortato martedì Washington a sollevare immediatamente l'embargo e le sanzioni contro Cuba, definendoli «unilaterali e illegali».

Questa è la dichiarazione più contundente di Pechino da quando l'amministrazione Trump ha intensificato la sua politica di massima pressione contro L'Avana.

Il portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha affermato che «gli Stati Uniti hanno ulteriormente intensificato le loro sanzioni unilaterali e illegali contro Cuba», violando «gravemente il diritto del popolo cubano alla sopravvivenza e allo sviluppo, così come le norme fondamentali delle relazioni internazionali».

Nello stesso comunicato, Pechino ha ribadito il suo sostegno al regime di L'Avana: «La Cina sostiene fermamente Cuba nella difesa della sua sovranità e sicurezza nazionale, si oppone risolutamente all'ingerenza negli affari interni di Cuba e invita la parte statunitense a porre fine immediatamente al blocco, alle sanzioni contro Cuba e a qualsiasi forma di pressione coercitiva».

Le dichiarazioni cinesi arrivano quattro giorni dopo che Donald Trump ha firmato un nuovo ordine esecutivo intitolato «Imposizione di sanzioni ai responsabili della repressione a Cuba», basato sulla Legge sui Poteri Economici di Emergenza Internazionale.

Trump ha firmato quell'ordine esecutivo l'1 maggio e ha introdotto per la prima volta sanzioni secondarie contro banche e istituzioni finanziarie straniere che operano con entità cubane sanzionate, con il rischio di perdere l'accesso al dollaro.

La misura estende anche le restrizioni a settori chiave come energia, difesa, minerazione e servizi finanziari, e vieta l'ingresso negli Stati Uniti a funzionari del regime e ai loro familiari adulti.

Gli Stati Uniti hanno inoltre bloccato tutti i beni collegati al regime che si trovano sotto giurisdizione americana.

Dal gennaio 2026, l'amministrazione Trump ha accumulato oltre 240 nuove sanzioni contro Cuba e ha intercettato almeno sette petroliere destinate all'isola, riducendo le importazioni energetiche cubane tra l'80% e il 90%.

Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha risposto alle nuove misure definendole «illegali e abusive».

Rodríguez ha avvertito che «non riusciranno ad intimorire i cubani» in un messaggio pubblicato sui social media, mentre Miguel Díaz-Canel le ha definite come un «blocco genocida brutale» e ha accusato Washington di «povertà morale».

La postura cinese di questo martedì non è nuova. Il 30 aprile, il Ministero degli Esteri cinese aveva già accusato gli Stati Uniti di «inventare pretesti e diffondere voci» per giustificare l'embargo, in risposta alle denunce del segretario di Stato Marco Rubio su presunti impianti di intelligence cinesi nel territorio cubano.

Il contesto geopolitico si è aggravato ulteriormente il 2 maggio, quando Trump ha minacciato di ancorare la portaerei USS Abraham Lincoln a sole 100 yard dalle coste cubane, condizionando l'azione alla conclusione delle operazioni militari in Iran.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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