Miguel Díaz-Canel ha pubblicato questo lunedì sul suo profilo X un messaggio rivolto ai partecipanti dell'Incontro Internazionale di Solidarietà con Cuba, promettendo che l'isola continuerà ad essere «un luogo di speranza nei Caraibi» per coloro che desiderano «un mondo migliore».
Le sue parole arrivano in un momento di forti tensioni con gli Stati Uniti e mentre il paese attraversa la sua peggiore crisi economica da decenni, con un crescente malcontento popolare.
Il messaggio è stato emesso dopo l'Incontro Internazionale di Solidarietà con Cuba e l'Antiimperialismo «100 Anni con Fidel», svoltosi il 2 e 3 maggio al Palazzo delle Convenzioni dell'Avana, con 766 delegati di 152 organizzazioni provenienti da 36 paesi.
«Quando ci dimostrate tanta solidarietà, ci imponete anche un enorme impegno, perché sappiamo che non possiamo deludervi», ha scritto Díaz-Canel. «Non vi deluderemo perché deludere voi significherebbe deludere la speranza di tutti gli umili di questo pianeta».
Nel suo discorso davanti ai delegati, il governante ha anche avvertito che «nessuno si aspetti che a Cuba ci saranno capitolazioni» e ha paragonato le sanzioni statunitensi alle politiche applicate contro Palestina e Iran, affermando che «chi si solleva con Cuba in questo momento si solleva per tutti i tempi».
La retorica della resistenza si scontra direttamente con la realtà cubana
Cuba è un paese estremamente impoverito. Il regime ha scelto di investire negli hotel e ha abbandonato il settore energetico. I suoi errori nella gestione dello Stato hanno portato i cubani alla disperazione.
I blackout colpiscono il 63% dei cubani con interruzioni di oltre 24 ore, a causa di un alto deficit di generazione, aggravato dalla perdita della fornitura di petrolio venezuelano dopo la cattura di Nicolás Maduro nel gennaio del 2026.
Il PIL accumula una caduta del 23% dal 2019, il salario medio equivale a appena 15 dollari mensili e 96.000 persone —inclusi 11.000 bambini— aspettano interventi chirurgici in sospeso. L'80% dei cubani considera questa crisi peggiore del Periodo Speciale degli anni '90.
Il contrasto tra il discorso ufficiale e la vita quotidiana non è passato inosservato sui social media. Gli utenti cubani hanno risposto con forza all'appello di Díaz-Canel con frasi come «Non parlare a nome del popolo, non ti hanno eletto» e «Ci hanno tolto tutto, persino la paura».
Il discorso di Díaz-Canel e il 1° Maggio a Cuba
Un'altra immagine recente che è diventata virale è quella dello stesso Díaz-Canel che sfila il Primo Maggio con scarpe Adidas dal valore di 1.449 dollari, un simbolo dell'abisso tra la dirigenza e la popolazione che sopravvive con salari miseri.
L'evento ha anche segnato la revisita di Raúl Castro, di 94 anni, con un aspetto visibilmente deteriorato dopo cinque mesi di assenza pubblica dal 2 dicembre 2025, incluso il 9º Congresso del Partito Comunista di Cuba tenutosi a marzo.
En questo stesso contesto, il cancelliere Bruno Rodríguez ha negato di fronte ai delegati internazionali che Cuba sia uno «Stato inefficace» o fallito, mentre l'ONU avverte che ha bisogno di 94 milioni di dollari per assistere due milioni di persone in 63 comuni di otto province, con un deficit di 60 milioni non coperto.
La pressione esterna non cede. Il presidente Donald Trump ha firmato il 1° maggio un ordine esecutivo che amplia le sanzioni contro Cuba nei settori dell'energia, delle finanze, dell'estrazione mineraria, della difesa e della sicurezza, e introduce per la prima volta la minaccia di sanzioni secondarie contro le aziende straniere che operano con l'isola.
Díaz-Canel ha interpretato quelle parole di Trump come una reazione di Washington al corteo, dichiarando che «ha infastidito il Primo Maggio».
Più di 600.000 cubani sono emigrati dal 2022, cifra che riflette con maggior eloquenza di qualsiasi discorso ufficiale il vero stato d'animo di chi, secondo il regime, si impegna a difendere la speranza dall'isola.
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