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I Padri Scolopi di Guanabacoa hanno rotto il silenzio questa domenica con una denuncia pubblica su Facebook in cui richiedono la restituzione immediata del vecchio chiostro e collegio della loro ordinazione, avvertendo che il patrimonio storico della città viene distrutto per la negligenza del regime.
«Come Genitori Scolopi di Guanabacoa rompiamo il silenzio di fronte all'insostenibile: la totale indifferenza dell'Educazione Municipale e del Governo Municipale sta riducendo in cenere e macerie un tesoro di Cuba», sottolinea il comunicato.
Il edificio denunciato è il vecchio chiostro del Collegio delle Scuole Pie, un gioiello architettonico del XVIII secolo che fa parte del Centro Storico di Guanabacoa, dichiarato Monumento Nazionale nel 1990 e che possiede il Grado I di Protezione patrimoniale, la categoria più alta a Cuba.
Facebook/Escolapios Cuba.
Nel 1857, gli Scolopi fondarono lì la prima Scuola Normale per Insegnanti di Cuba e dell'America Latina. L'immobile fu nazionalizzato nel 1961 attraverso la Legge di Nazionalizzazione dell'Insegnamento, e da allora lo Stato lo ha destinato a diverse funzioni: scuola di musica, gabinetto dentistico, mensa e uffici municipali.
La cronologia del deterioramento è devastante. Nell'ottobre del 2025, dei delinquenti hanno saccheggiato la chiesa, rubando candelabri del Santissimo, ornamenti e ventilatori, e rompendo vetrine e espositori. Si è riusciti a recuperare solo una parte di quanto sottratto.
In quel momento, l'attore e regista teatrale Jorge Mederos Reyes aveva già avvertito che «i soprapiani non esistono più, le ringhiere scompaiono, le grate e le porte sono state cannibalizzate con totale impunità».
Lo scorso marzo, un incendio ha colpito il chiostro abbandonato, che era privo di custodia e sicurezza da parte della Direzione Municipale dell'Istruzione da oltre un anno.
A un mese e mezzo dall'incendio, in aprile, i religiosi denunciarono che le «innumerabili riunioni e telefonate» con i tre livelli di governo e del partito avevano prodotto solo «promesse e attesa».
Le fotografie pubblicate dall'ordine mostrano il soffitto a cassettoni con travi di legno dipinte di verde brillante, con sezioni danneggiate, buchi e parti mancanti che lasciano intravedere l'esterno dell'edificio.
Los Escolapios puntano direttamente alle autorità: «L'istruzione ha abbandonato l'immobile senza protezione. Il Governo ha ignorato gli avvisi ripetuti del Patrimonio e i nostri. Il Partito avalla l'inazione criminale: le promesse si dissolvono nel silenzio burocratico mentre il saccheggio si consuma sotto gli occhi di tutti».
Il caso non è isolato. Il deterioramento del patrimonio storico a Cuba segue un modello documentato in molteplici edifici: il Convento Corazón de Jesús nel Cerro e un'altra gioiello storico ridotto in rovine sono esempi recenti della stessa negligenza istituzionale.
L'ordinanza richiede la restituzione immediata del claustro e della scuola, la fine delle promesse sterili e delle responsabilità pubbliche per ciò che qualificano come negligenza criminale.
«Non è una protesta confessionale: è l'identità di tutti i guanabacoenses che sta svanendo. Basta con la complicità. Abbiamo ancora tempo», conclude il comunicato degli Escolapios.
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