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Enrique García, il primo commissario di motociclismo a Santiago de Cuba, è recentemente scomparso, secondo un omaggio postumo pubblicato questa domenica dal gruppo Facebook «Motociclismo Santiago de Cuba (STORIA e Protagonisti)», che lo ha salutato come «questo grande che è stato il pioniere del motociclismo a Santiago de Cuba».
García è stato una figura fondamentale dello sport nella regione orientale del paese in un periodo in cui il motociclismo cubano aveva ancora proiezioni nazionali e internazionali, quando il laboratorio provinciale si trovava nell'Avenida de las Américas.
Secondo l'omaggio, viaggiava frequentemente a L'Avana per documentarsi insieme alla Commissione Nazionale, «approfondendo le regole e l'arbitraggio, sia nella modalità di motopista che nel motocross», conoscenza che poi trasmetteva con disciplina e dedizione a coloro che muovevano i primi passi nello sport.
Sotto la sua guida si formarono i primi atleti dell'oriente del paese, che iniziarono a distinguersi nelle competizioni provinciali e nazionali.
Oltre alla formazione di atleti, García organizzava raduni nei fine settimana a cui partecipavano piloti e attivisti dello sport, eventi che diventavano appuntamenti molto attesi e che rafforzavano la pratica del motociclismo nella regione.
Grazie al suo operato, le province orientali sono riuscite a posizionarsi tra le migliori a livello nazionale, lasciando un'impronta importante nella storia del motociclismo cubano.
Il tributo lo descrive come «più di un commissario, è stato un padre per i suoi atleti e allenatori, qualcuno che non ha solo insegnato tecnica e disciplina, ma anche valori, impegno e amore per lo sport».
La morte di García avviene in un contesto di pratica scomparsa del motociclismo come sport organizzato a Cuba. Lo sport ha vissuto il suo massimo splendore tra il 1969 e il 1980, periodo in cui il paese è riuscito a partecipare a campionati mondiali di motociclismo, con José Peón come il primo cubano a competere in un Gran Premio Mondiale, a Sachsenring il 13 luglio 1969.
Dopo il collasso del campo socialista all'inizio degli anni '90, la fornitura di ricambi si esaurì e l'INDER finì per eliminare il motociclismo come disciplina affiliata, chiudendo le basi di allenamento e ponendo fine alla regolarità competitiva. L'ex motociclista Nirio Rivero lo riassunse senza giri di parole: «l'INDER ci ha eliminato come sport affiliato e si è perso tutto».
Nel giugno del 2022, il governo cubano ha rinnovato la direzione della Federazione di Motociclismo insieme ad altre tre federazioni sportive, sebbene questo non si sia tradotto in un recupero reale dello sport competitivo.
Santiago di Cuba ha una lunga tradizione motociclistica che risale agli anni '20, quando fu fondata in città una concessionaria Harley-Davidson, e attualmente ospita il Capitolo LAMA, un club di moto classiche a Santiago che mantiene viva parte di quella passione.
La pericolosità delle strade cubane aggiunge un'altra dimensione al panorama del motociclismo nell'isola: un incidente motociclistico a Cuba ha provocato tre vittime nel marzo del 2025, riflesso delle precarie condizioni dell'infrastruttura stradale.
Il tributo si chiude con una frase che riassume l'eredità di García: «In ogni storia raccontata e in ogni esperienza condivisa, rimane di chi ha dedicato la propria vita a formare non solo piloti, ma anche esseri umani».
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