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La figlia di Giovani Rafael Lorenzo Álvarez, un motociclista di Trinidad che è scomparso da oltre 40 giorni, è uscita venerdì per smentire categoricamente una falsa notizia che circolava sui social media affermando che suo padre era stato trovato morto.
Lorena Lorenzo Gómez ha negato il rumors e ha assicurato che il destino di suo padre, un uomo di 54 anni, rimane un mistero.
La falsa pubblicazione è stata diffusa dalla pagina Facebook "NiO Reportando un Crimen", che affermava con tono di urgenza giornalistica che il corpo di Giovani era stato trovato in un pozzo nella zona di Casilda, a Trinidad.
L'informazione è stata raccolta anche da media come elmiamero.com e cubaherald.org, il che ha amplificato la sua portata prima che la famiglia potesse reagire.
Lorena non tardò a pubblicare un categorico smentito: "Questa informazione è completamente FALSA, mio papà continua a essere DISPERSO", ha detto su Facebook.
"È incredibile che in mezzo al dolore e all'angoscia che sta attraversando la famiglia ci siano ancora persone senza scrupoli pronte a divulgare questo tipo di informazioni senza neppure verificare quello che viene detto. Nessuno pensa alla disperazione di genitori anziani, alla tristezza delle loro figlie, una delle quali è appena una bambina."
Giovani Rafael Lorenzo Álvarez è scomparso il 28 febbraio scorso, quando è uscito di casa intorno alle 8:00 per svolgere alcune commissioni quotidiane e non è mai tornato.
L'uomo si muoveva su una motocicletta marca Missile di colore viola, indossava un pantaloncino rosso e scarpe da tennis nere e rosse.
L'ultima segnale di vita registrata è stata alle 21:23 dello stesso giorno, quando il suo telefono si è spento e non ha più dato segni di vita.
Da allora, la Polizia cubana non ha emesso alcun comunicato ufficiale riguardo al caso né ha fornito alcuna indicazione sul luogo in cui si trova l'uomo.
Di fronte a quel silenzio istituzionale, la famiglia ha preso in mano la ricerca, utilizzando i social media come unica risorsa.
Il 3 marzo, pochi giorni dopo la scomparsa, Lorena ha lanciato il primo appello pubblico su Facebook: "Siamo disperati, vi imploriamo di aiutarci a trovarlo", ha scritto, insieme a foto di suo padre e ai numeri di contatto 58255999 e 55227727.
Il 20 marzo, quando Giovani era scomparso da tre settimane, l'utente Guillermo Rodríguez Sánchez ha descritto la situazione con una frase che riassume la disperazione della famiglia: "È come se la terra lo avesse inghiottito".
Il caso illustra un modello ricorrente a Cuba: l'assenza totale di meccanismi ufficiali efficaci per la ricerca di persone scomparse costringe le famiglie a diventare i propri investigatori e portavoce, mentre il vuoto di informazioni istituzionali crea un terreno fertile per la proliferazione di voci infondate che aggravano ulteriormente la sofferenza di coloro che sono già devastati dall'incertezza.
Giovani è padre di tre figlie —una delle quali è minorenne— e figlio di genitori anziani, ed era una persona conosciuta e amata nella sua comunità di Trinidad.
Lorena ha concluso il suo smentito con un'avvertenza rivolta a coloro che hanno diffuso la notizia falsa: "Il peso ricadrà sulla coscienza di chi l'ha fatta, rispettate la sofferenza e la disperazione della mia famiglia".
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