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Espressi politici del Venezuela hanno rotto il silenzio e denunciato pubblicamente le torture e le condizioni disumane subite in El Helicoide, la sede del Servizio Bolivariano di Intelligenza Nazionale a Caracas, in testimonianze diffuse da Telemundo.
Tra le rivelazioni spiccano quelle di un'ex deputata e insegnante di Storia, che ha descritto la sua cella come uno spazio senza finestre, e la denuncia di un giornalista che ha raccontato di essere rimasto detenuto per quattro anni in quel centro, narrando le condizioni in cui è sopravvissuto.
El giornalista ed ex prigioniero politico Víctor Navarro, che ha trascorso cinque mesi in El Helicoide, ha descritto con crudezza ciò che ha vissuto: «Iniziò a caricare la pistola, ci mise tre proiettili. La caricò e me la mise in bocca».
Il exdeputato e exprigioniero politico Rosmit Mantilla è stato più diretto nella sua denuncia: «Le torture sono una politica di Stato in Venezuela».
Le pratiche documentate nell'El Helicoide includono pestaggi, scariche elettriche, asfissia con sacchetti di insetticidi, sospensione degli arti, posizioni stressanti prolungate e immersione del volto in sacchetti di feci, secondo i registri di Human Rights Watch, Amnesty International e l'ONU.
Vari diversi prigionieri politici sono morti nelle loro strutture, tra cui l'oppositore Fernando Albán e il generale Raúl Isaías Baduel.
Il caso di Óscar Castañeda, arrestato dopo le elezioni del 28 luglio 2024, illustra la gravità delle conseguenze: dopo quasi due anni in El Helicoide, al momento della liberazione nel febbraio 2026 non era in grado di camminare né riconoscere la sua famiglia.
I testimonianze si producono in un momento in cui Foro Penal conteggiava circa 500 prigionieri politici che continuano a non essere liberati in Venezuela, mentre l'organizzazione Giustizia, Incontro e Perdono eleva quel numero a 676 detenuti.
Il contesto politico aggrava la situazione: il 25 aprile, la presidente ad interim Delcy Rodríguez ha annunciato la fine della Legge di Amnesty mentre centinaia di prigionieri politici erano ancora in carcere, il che ha suscitato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e dei familiari dei detenuti.
Foro Penal ha verificato circa 800 liberazioni reali da gennaio 2026, un numero molto lontano dalle oltre 8.146 segnalate dal governo. Questa discrepanza tra i numeri ufficiali e quelli verificati è stata denunciata ripetutamente da organizzazioni indipendenti.
En questo contesto, María Corina Machado, Premio Nobel per la Pace 2025, ha convocato per oggi una mobilitazione mondiale in oltre 120 città sotto lo slogan #QueSeanTodos, con uno dei punti di concentrazione a Caracas situato proprio di fronte a El Helicoide.
«Loro e le loro famiglie hanno bisogno della nostra voce, hanno bisogno della nostra forza e per questo alzeremo la nostra voce domenica 3 maggio affinché il mondo intero ascolti il grido per la libertà, per la giustizia e per la democrazia», ha dichiarato Machado nel convocare la giornata.
Dal 2014, Foro Penal ha registrato 19.079 detenuti politici in Venezuela, con oltre 11.000 persone sottoposte a misure restrittive, un numero che rende il regime chavista uno dei maggiori repressori della regione negli ultimi decenni.
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