Una cubana chiama Trump dittatore e si lamenta del suo volto sui passaporti: «Preferisco Topolino»



Cubana definisce Trump un dittatoreFoto © X / Mayra Dominguez @MayraDo57466678

Una cubanoamericana ha pubblicato questo venerdì un video su X in cui definisce Donald Trump «dittatore» e annuncia che non presenterà la richiesta per il passaporto di sua figlia finché porterà l'immagine del presidente, scatenando un'ondata di critiche nei commenti che evidenziano la contraddizione nel paragonare gli Stati Uniti a una dittatura.

Il video appare pochi giorni dopo il annuncio dei nuovi passaporti commemorativi con l'immagine di Trump, un'edizione limitata di 25.000 unità che il Dipartimento di Stato lancerà a luglio del 2026 per celebrare il 250° anniversario dell'indipendenza americana.

Nel video, la donna mostra il suo passaporto americano e dichiara: «Per il 2034 spero che quel dittatore, il mio amore, non ci sia più per tutto questo. Anzi, mi piacerebbe che ci mettessero anche Topolino. Non mi interessa, meno che meno la sua faccia».

Poi annuncia che non gestirà il documento di sua figlia: «Non avrà un passaporto con la faccia di quel lurido qui. Non ne ho voglia. Mi capisci? E ho tutto il diritto».

La reazione degli utenti è stata perlopiù critica nei confronti della protagonista del video, con centinaia di commenti che mettono in dubbio la coerenza delle sue parole.

Mayra Dominguez, che ha ripostato il clip su il suo profilo X, ha scritto: «Sentire un cubano americano dire dalla libertà che vive in una dittatura E che Donald Trump è un dittatore è contraddittorio e incoerente. Hai tutta la libertà di esprimere la tua opinione, ma ciò non significa che sia corretta».

Un altro commento è stato ancora più diretto: «Dittatore perché non hanno più il relax che avevano con i democratici. Se si sente tanto a disagio, che rinunci alla cittadinanza e torni a Cuba».

Un terzo utente ha evidenziato una riflessione più ampia sulla comunità: «La democrazia non è stata concepita per i cubani, la storia repubblicana democratica di Cuba è molto breve. A Cuba ha sempre prevalso la dittatura, da un lato o dall'altro».

Il dibattito riflette la profonda divisione all'interno dell'esilio cubano a Miami riguardo a Trump: mentre una parte maggioritaria lo sostiene per la sua posizione dura contro il regime castrista, un'altra —specialmente i migranti più recenti— lo critica per la fine del programma di visti umanitari per cubani nel 2025.

L'accusa di «dittatore» nei confronti di Trump suscita particolare opposizione tra coloro che hanno vissuto o conoscono da vicino la dittatura dei Castro, dove non esiste libertà di stampa, né elezioni libere, né diritto di protestare senza il rischio di finire in carcere.

Il passaporto statunitense commemorativo include un ritratto di Trump scattato durante la sua seconda inaugurazione, circondato dal testo della Dichiarazione di Indipendenza e dalla sua firma in lettere dorate, segnando la prima volta nella storia che un presidente in vita appare in quel documento.

L'annuncio ha anche suscitato polemiche a livello nazionale: l'ex funzionaria Desirée Cormier Smith lo ha definito «incoerente con i principi di una democrazia» e più simile a «una monarchia o peggio, a un culto che idolatra il suo leader», mentre i recenti cambiamenti nella mobilità del passaporto statunitense avevano già generato dibattito tra viaggiatori e migranti.

Dominguez ha chiuso il suo intervento con una difesa del sistema democratico: «Donald Trump è stato eletto dalla maggioranza e non ha smesso di lavorare per questo grande paese. Se a lei non piace, non le resta che aspettare le prossime elezioni. Dio benedica gli Stati Uniti d'America».

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