"Niente in Cuba comincerà bene": La dura realtà del cambiamento, secondo Camilo Loret de Mola



Camilo Loret de MolaFoto © CiberCuba

Il avvocato, giornalista e analista politico cubano Camilo Loret de Mola ha lanciato questo venerdì un avvertimento deciso su qualsiasi scenario di transizione a Cuba. «Niente a Cuba inizierà bene. Nessun cambiamento a Cuba inizierà bene. Qualsiasi cambiamento a Cuba sarà drammatico, sarà traumatico», ha affermato in un'intervista con Tania Costa, trasmessa in diretta coincidentemente con il giorno del corteo ufficiale del 1º maggio del regime a L'Avana.

Loret de Mola, ex avvocato del Duque Hernández, con 15 anni di pratica legale a Cuba e residente nel sud della Florida, ha sostenuto che l'Amministrazione Trump dovrebbe partire da questa premessa come punto di analisi imprescindibile prima di qualsiasi avvicinamento all'isola.

L'analista ha identificato come causa centrale del pessimismo lo stato di assoluta precarietà in cui si trova la popolazione cubana. «La popolazione non ha nulla. L'unica cosa che ha il cubano sono aspettative, aspettative di cambiamento».

Quella breccia tra aspettative e realtà è, secondo Loret de Mola, uno dei maggiori pericoli del processo. Per questo avverte che i cubani nell'isola vivono una «autocompensazione» scollegata dai fatti. «Quando arriveranno gli americani, loro credono che il soldato che giungerà sulle coste porterà dollari, cibo o affari, regalando affari, qualcosa del genere».

Di fronte a questa illusione, l'analista ha descritto quello che considera l'inizio della transizione. «La prima fase sarà una fase terribile per un paese depauperato, dove bisogna cominciare a educarci su cosa sia realmente il mondo vero, il mondo in cui bisogna lavorare per produrre, il mondo in cui lo Stato smette di essere quell'animale da cui rubi per poter vivere».

Questa visione collide direttamente con quello che Loret de Mola chiama il «sogno edulcorato» dell'esilio cubano. «Questo sogno edulcorato di moltissimi miei amici in esilio di tornare a Cuba per ritrovare la Cuba da cui sono partiti. Quel mondo esiste solo nella loro testa», ha sottolineato, in un messaggio che si rivolge sia alla diaspora che a coloro che credono di avere formule prefabbricate per la ricostruzione.

Per illustrare l'impossibilità di pianificare con certezza una transizione di tale portata, Loret de Mola ha citato lo stratega militare Clausewitz: «Ci si prepara sempre per la guerra di ieri. La guerra di domani non si sa mai come arriva». Con questa citazione ha sostenuto che nessun piano politico o economico progettato oggi coinciderà con la realtà che dovrà affrontare sul campo.

Le sue parole si pronunciano in un contesto di massima tensione. La economia cubana si è contratta del 5% nel 2025 e accumula un calo superiore al 15% dal 2020, mentre la CEPAL la proietta come la peggiore dell'America Latina nel 2026. I negoziati tra Trump e il regime, che includono contatti con rappresentanti di GAESA e con il nipote di Raúl Castro, sono bloccati. E il 24 aprile scorso, Gerardo Hernández ha minacciato una guerriglia in caso di un'eventuale occupazione militare americana.

In quel contesto, Loret de Mola ha anche respinto l'idea che qualcuno possa avere «la bacchetta magica». «La soluzione per Cuba deve essere trovata lungo il cammino», ha insistito, escludendo sia le ricette dall'esilio che le promesse di cambiamento rapido. La opposizione cubana, da parte sua, chiede di escludere la famiglia Castro da qualsiasi processo di transizione.

«Niente, niente andrà bene fin dall'inizio. Niente, niente può andare bene fin dall'inizio perché non c'è modo di far sì che vada bene. Bisogna cominciare a costruire dalle fondamenta», concluse l'analista, prima di lanciare quello che descrisse come l'unico appello realistico possibile.

«È un momento di stringere la cinghia, indossare gli stivali e uscire a mordere il futuro per vedere come si cambia la vita dei nostri figli, dei nostri nipoti nell'isola.»

 

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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