Yotuel incontra l'ex presidente dell'Uruguay per ringraziarlo di aver citato Patria y Vida a Díaz-Canel



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Yotuel Romero, membro del gruppo cubano Orishas, ha visitato questo giovedì l'ex presidente dell'Uruguay Luis Lacalle Pou a Montevideo per ringraziarlo personalmente di aver recitato un frammento di Patria e Vida direttamente di fronte al governante cubano Miguel Díaz-Canel durante la VI Summit della CELAC, svoltasi a settembre 2021.

L'incontro si è svolto prima del primo concerto degli Orishas in Uruguay, tenutosi quella stessa sera al Teatro de Verano Ramón Collazo di Montevideo, come parte del tour Represent Cuba 2026. 

Il motivo del ringraziamento risale al 18 settembre 2021, quando Lacalle Pou, allora presidente dell'Uruguay, pronunciò un discorso non scritto al VI Vertice della CELAC e citò un passaggio di Patria y Vida guardando dritto negli occhi Díaz-Canel.

El frammento recitato è stato: «Che non continui a scorrere il sangue per voler pensare diversamente. Chi le ha detto che Cuba è di voi? Se la mia Cuba è di tutta la mia gente».

Lacalle Pou ha descritto la canzone come «molto bella» e ha sottolineato che «coloro che la cantano si sentono oppressi dal governo», in un discorso in cui ha anche affermato di provare «preoccupazione per ciò che accade a Cuba, Nicaragua e Venezuela».

Ese momento fue censurato dalla televisione statale cubana, che interruppe la trasmissione prima che il presidente uruguaiano finisse di recitare i versi.

La risposta di Díaz-Canel e il dibattito virale

Díaz-Canel non tardò a rispondere con un commento che divenne oggetto di scherno: «Sembra che il presidente Lacalle abbia un pessimo gusto musicale. Quella canzone è una menzogna e una costruzione di alcuni artisti contro la rivoluzione cubana».

Il governante cubano ha anche tentato di controbattere menzionando le oltre 700.000 firme raccolte in Uruguaiano contro la Legge di Urgente Considerazione, che ha definito un «pacchetto neoliberista».

Il crocevia ha generato un'ondata di meme e reazioni sui social media ed è stato ampiamente coperto dai media internazionali. Yotuel ha chiarito allora che Patria e Vida era «a favore del popolo cubano e contro la dittatura», mentre i cubani residenti in Uruguay hanno ringraziato pubblicamente Lacalle Pou per la sua posizione, qualificandolo come «voce di milioni».

«Gli disse in faccia al dittatore parte della nostra canzone»

L'altro membro degli Orishas, Roldán González, ha anche espresso la sua gratitudine in un'intervista con El País Uruguay pubblicata mercoledì scorso.

«Gli ha detto in faccia al dittatore parte della nostra canzone e per tutto l'esilio cubano è stato molto importante. Mia madre mi ha insegnato che bisogna essere grati, e io ringrazio l'ex presidente per questo», ha detto Roldán.

Il duo ha inoltre espresso chiaramente la propria posizione nei confronti di chi tace sulla situazione nell'isola: «Non essere a favore del popolo cubano è una mancanza di rispetto, è una mancanza di umanità».

Una giornata intensa a Montevideo

Antes dell'incontro con Lacalle Pou, Yotuel Romero ha visitato il Palazzo Legislativo dell'Uruguay, dove è stato accolto dalla deputata di origine cubana Leydis Aguilera e dal rappresentante Pablo Abdala, entrambi del Partito Nazionale.

Dalla scalinata del Palazzo, Romero ha pubblicato un messaggio commovente: «Oggi non ti parlo come artista, ti parlo come fratello. L'Uruguay non apre solo le sue porte, apre il cuore. Grazie, Montevideo, per guardare Cuba con occhi di umanità».

«Patria y Vida», da inno a Latin Grammy

Patria y Vida è stata lanciata nel febbraio del 2021 da Yotuel Romero, Gente de Zona, Descemer Bueno, Maykel Osorbo ed El Funky. Il suo titolo ribalta lo slogan ufficiale cubano «Patria o Muerte» ed è diventato l'inno delle proteste dell'11 luglio 2021, le più grandi manifestazioni antigovernative a Cuba in decenni.

En novembre di quello stesso anno, Patria y Vida ha vinto il Latin Grammy per la Canzone dell'Anno, imponendosi su nomination di artisti come Maluma, Carlos Vives, Ricky Martin e Mon Laferte. Al momento del summit della CELAC, due dei suoi interpreti —Maykel Osorbo e Luis Manuel Otero Alcántara— si trovavano in prigione a Cuba.

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