Trump sta valutando di ridurre le truppe statunitensi in Germania



Elicottero d'attacco leggero marittimo (immagine di riferimento)Foto © war.gov

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Il presidente Donald Trump ha annunciato questo mercoledì che gli Stati Uniti stanno valutando una possibile riduzione della loro presenza militare in Germania, con una decisione che sarà presa «nei prossimi giorni». Il mandatario lo ha comunicato attraverso la sua rete sociale Truth Social in un messaggio diretto: «Gli Stati Uniti stanno studiando e analizzando la possibile riduzione delle truppe in Germania, con una decisione che sarà presa nel prossimo breve periodo di tempo».

L'annuncio arriva giorni dopo un'accesa disputa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che lunedì scorso ha dichiarato che Washington stava subendo una «umiliazione» da parte dei leader iraniani nei negoziati diplomatici e che gli Stati Uniti erano entrati nel conflitto con l'Iran «senza una strategia chiara né un piano di uscita», paragonando la situazione ai fallimenti in Afghanistan e in Iraq.

Trump ha risposto con fermezza a quelle critiche, anche su Truth Social: «Il cancelliere della Germania, Friedrich Merz, crede che sia giusto che l'Iran abbia un'arma nucleare. Non sa di cosa sta parlando! Se l'Iran avesse un'arma nucleare, il mondo intero sarebbe nelle sue mani».

Il mandatario è andato oltre e ha aggiunto: «C'è da sorprendersi che la Germania stia andando così male, sia dal punto di vista economico che in altri aspetti».

La minaccia acquisisce un peso geopolitico considerevole: la Germania è il paese europeo con la maggiore presenza militare statunitense, con tra 40.000 e 50.000 soldati dispiegati in basi strategiche come Ramstein —centro di comando e logistica della NATO— e Stoccarda, sede del Comando degli Stati Uniti in Europa e Africa.

Ciò che rende ancora più sorprendente il cambiamento di Trump è che appena a marzo del 2026, lo stesso Merz aveva affermato pubblicamente che il presidente gli aveva garantito che Washington desiderava mantenere la sua presenza militare sul suolo tedesco.

Questa non è la prima volta che Trump ricorre a questa minaccia. Durante il suo primo mandato, nel giugno 2020, ordinò il ritiro di tra 9.500 e 12.000 soldati dagli circa 34.500 allora schierati, come pressione per il basso investimento tedesco nella difesa — appena l'1,38% del PIL rispetto all'obiettivo del 2% fissato dalla NATO. Il processo non è mai stato completato e il presidente Joe Biden ha formalmente annullato l'ordinanza nel 2021.

La nuova minaccia si inserisce in un modello di tensioni crescenti tra Trump e i suoi alleati europei dall'inizio del suo secondo mandato. Nell'aprile del 2026, Trump ha addirittura suggerito la possibile uscita degli Stati Uniti dalla NATO durante un incontro con il segretario generale Mark Rutte a Washington.

Il detonante principale è stata la negativa di Germania, Spagna, Francia e Italia a supportare militarmente le operazioni di EE.UU. e Israele contro l'Iran, il che ha generato una profonda frattura nell'alleanza atlantica. Trump ha definito «codardi» i paesi membri che non hanno impegnato forze navali in quel conflitto.

Il segretario di Stato Marco Rubio aveva già annunciato a marzo un riesame della relazione tra gli Stati Uniti e la NATO, e la tensione tra Washington e i suoi alleati europei non ha smesso di crescere da allora. La Germania, da parte sua, ha difeso la Spagna da possibili sanzioni del Pentagono per la sua posizione riguardo al conflitto con l'Iran.

Secondo informazioni di aprile 2026, la Casa Bianca sta valutando di trasferire le truppe ritirate dalla Germania verso alleati dell'est Europa come Polonia, Romania, Lituania e Grecia, paesi che hanno mantenuto una posizione più allineata con Washington. Gli Stati Uniti avevano già inviato 7.000 soldati aggiuntivi in Germania a febbraio 2022 per rafforzare il fianco orientale della NATO dopo l'invasione russa dell'Ucraina, il che aumenta ulteriormente le implicazioni strategiche di un eventuale ritiro.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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