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La ridicolaggine del regime cubano sembra non avere limiti, né il buon senso figura tra le sue priorità: mentre milioni di cubani sopportano blackout di fino a 24 ore al giorno, la Central Termoeléctrica Carlos Manuel de Céspedes di Cienfuegos ha annunciato che parteciperà al Primo di Maggio portando una replica della sua ciminiera come simbolo di orgoglio lavorativo, in ciò che rappresenta forse l'immagine più eloquente della disconnessione tra la propaganda ufficiale e la realtà che vive il paese.
Según la Agencia Cubana de Noticias (ACN), circa 200 lavoratori della centrale parteciperanno questo giovedì nella Plaza de Actos di Cienfuegos guidando il corteo del Sindacato di Energia e Miniere, mentre il resto del personale rimarrà nell'impianto per mantenere la generazione elettrica e le riparazioni.
La replica riproduce la torre originale, rossa e bianca con le iniziali CMC, che la stessa ACN descrive come simbolo di «stabilità» per i cienfuegueros: «li invade un sentimento di stabilità quando vedono il fumo del camino salire al cielo dopo le accensioni delle unità», ammette il testo ufficiale, riconoscendo nel contempo che quel fumo non è precisamente una costante.
Maxlenin Rodríguez Jiménez, specialista in Comunicazione dell'ente, ha dichiarato che il collettivo partecipa alla parata «con l'incentivo» di aver completato una doppia riparazione capitale delle unità tre e quattro, e con «l'orgoglio di mantenere i propri blocchi come i più stabili ed efficienti del Sistema Elettroenergetico Nazionale».
La ironia è evidente. Al 29 aprile 2026, l'unità quattro di quel stesso impianto risulta in fase di avvio con una previsione di appena 80 MW durante le ore di punta, all'interno di un sistema con un deficit di generazione elettrica che supera i 1.400 MW giornalieri.
La unità tre, da parte sua, ha una storia che smentisce qualsiasi racconto trionfalista: è stata riattivata a maggio del 2025 dopo tre mesi di riparazione, ma la termoelettrica di Cienfuegos è uscita dal sistema elettrico appena quattro giorni dopo a causa di una perdita nella caldaia, e ha nuovamente abbandonato il sistema per guasto nel condensatore il 12 settembre 2025.
In questo contesto, i black out a Cuba tornano a crescere con province come Holguín, Granma e Santiago di Cuba che subiscono interruzioni fino a 24 ore al giorno nell'aprile del 2026, e il paese accumula sette collassi totali del sistema elettrico in appena 18 mesi.
Il corteo è stato convocato dal primo ministro Manuel Marrero Cruz sotto lo slogan «La Patria si difende», nell'ambito dell'«Anno della Preparazione alla Difesa» e dei piani di «Stato di Guerra» approvati da Raúl Castro il 27 marzo 2026.
Il discorso di guerra di Marrero per mobilitare il Primo di Maggio ha messo in evidenza il carattere propagandistico dell'evento, che viene organizzato attraverso sindacati, Comitati di Difesa della Rivoluzione e trasporti statali.
Rodríguez Jiménez ha assicurato che il collettivo apporterà «gioia e colore con la bandiera cubana, quella del merito lavorativo e i pennoni rossi, blu, bianchi e i manifesti patriottici», e che tra i partecipanti al corteo ci saranno «giovani distinti e innovatori che hanno mantenuto vive le invenzioni per far funzionare l'impianto», una frase che, senza volerlo, riassume decenni di improvvisazione forzata a causa della mancanza di ricambi e di investimenti.
Desfilare con l'immagine di un camino che nella vita quotidiana di milioni di cubani rappresenta più assenza che presenza —quando non fuma, non c'è luce— mentre il paese sta attraversando una delle peggiori crisi energetiche della sua storia, riassume con precisione la distanza tra la propaganda del regime e la realtà che sopporta il popolo cubano.
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