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La amministrazione di Donald Trump ha ordinato una pausa temporanea nell'approvazione delle richieste migratorie mentre implementa controlli di sicurezza più rigorosi, una misura che sta già causando ritardi e preoccupazione tra i richiedenti e gli avvocati negli Stati Uniti.
Secondo documenti interni del governo ottenuti da CBS News, il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha ricevuto istruzioni di riesaminare migliaia di domande in corso.
Sono incluse le domande di asilo, di residenza permanente (green card) e di cittadinanza per sottoporle a verifiche dei precedenti più approfondite tramite l'FBI.
La consegna è chiara: i funzionari devono astenersi dall'approvare qualsiasi caso che non sia passato attraverso questo nuovo filtro.
Nella pratica, questo ha comportato una paralisi parziale del sistema.
Una "misura temporanea" con impatto immediato
Secondo CNN, la pausa è una risposta di un impegno del governo per garantire che tutte le decisioni migratorie siano conformi alle nuove linee guida sulla sicurezza.
Una fonte citata da quel mezzo ha spiegato che si tratta di una "misura temporanea per garantire che le approvazioni soddisfino le nuove verifiche di sicurezza".
Lo stesso USCIS ha confermato i cambiamenti.
Su portavoce, Zach Kahler, ha sottolineato che l'agenzia “ha implementato nuove verifiche di sicurezza per rafforzare la valutazione e il filtraggio dei richiedenti attraverso un accesso ampliato a database federali di precedenti penali.”
Anche se il governo insiste sul fatto che i ritardi saranno limitati, Kahler ha ammesso che “qualsiasi ritardo nell'emissione delle decisioni dovrebbe essere breve e risolversi rapidamente”, ribadendo che “USCIS darà sempre priorità alla sicurezza del popolo americano”.
Maggiore accesso dell'FBI e controlli ampliati
Il rafforzamento dei controlli è legato a un'ordinanza esecutiva firmata da Trump a febbraio, che ha istruito il Dipartimento di Giustizia a consentire all'USCIS di accedere a banche dati di crimine federale "nella massima misura consentita dalla legge".
Secondo quell'ordine, l'obiettivo è identificare possibili minacce: “Tra questi delinquenti possono figurare cittadini stranieri con precedenti penali che sono entrati o sono rimasti negli Stati Uniti violando le leggi sull'immigrazione statunitensi o che, in altro modo, tentano di violare le leggi penali degli Stati Uniti”.
Dal 27 aprile, l'USCIS ha iniziato a ricevere informazioni ampliata sui precedenti penali attraverso il sistema dell'FBI, il che ha costretto a riaprire o rivedere casi già in fase avanzata.
In molti fascicoli, i funzionari sono stati istruiti a ripresentare le impronte digitali se le verifiche precedenti sono antecedenti a quella data.
A chi riguarda la misura?
I nuovi controlli impattano principalmente le richieste che richiedono dati biometrici, come:
-Residenza permanente (green card).
Processi di naturalizzazione.
-Petizioni familiari e di fidanzati.
- Permessi di lavoro.
-Rinnovi di programmi come DACA e TPS.
Inoltre, avvocati specializzati in immigrazione hanno riferito a CNN che la sospensione ha colto di sorpresa il settore legale, costretto a reagire rapidamente all'interruzione delle approvazioni.
Parte di una politica più ampia di inasprimento
La misura si inserisce all'interno di una strategia più ampia dell'amministrazione Trump per rafforzare il controllo del sistema migratorio.
Dal suo ritorno alla Casa Bianca nel 2025, il governo di Trump ha promosso politiche mirate a restringere l'accesso ai benefici migratori e ad aumentare il controllo sui richiedenti.
Entre queste azioni si includono la revisione dei social media alla ricerca di posizioni definite "antiamericane", la sospensione temporanea dei casi di asilo e le restrizioni migratorie per i cittadini di 39 paesi sotto una nuova versione della cosiddetta "proibizione di viaggio".
Reuters sottolinea che questa politica di mano dura è stata difesa dall'amministrazione come necessaria per proteggere la sicurezza nazionale e ridurre l'immigrazione irregolare.
Tuttavia, le organizzazioni per i diritti umani hanno criticato le misure, evidenziando possibili violazioni del giusto processo e un impatto sproporzionato sulle comunità vulnerabili.
Incertezze per migliaia di richiedenti
Sebbene il governo insista sul fatto che la pausa sarà temporanea, la verità è che migliaia di immigrati affrontano ora incertezze riguardo allo stato delle loro pratiche.
El USCIS assicura che il processo continua, ma è soggetto all'implementazione completa dei nuovi controlli. Nel frattempo, la revisione massiva dei fascicoli e la richiesta di nuove verifiche potrebbero allungare i tempi di attesa in un sistema che già soffre di ritardi significativi.
Nel caso dei cubani, l'impatto si somma a un recente deterioramento del loro panorama migratorio.
Dati citati dal Cato Institute mostrano che, se fino a ottobre 2024 più di 10.000 cubani al mese ottenevano la residenza permanente, per gennaio 2026 le approvazioni sono crollate a cifre minime: in un mese con oltre 7.000 richieste, solo 15 persone hanno ricevuto la green card, il che rappresenta un crollo vicino al 99%.
Parallelamente, gli arresti di cubani da parte di ICE sono passati da meno di 200 al mese a oltre 1.000 alla fine del 2025, un aumento di circa il 463%.
Questo doppio fenomeno -meno vie legali e più azioni di controllo- ha lasciato migliaia di cubani in un limbo migratorio, con richieste bloccate e un maggiore rischio di detenzione mentre aspettano una decisione.
In questo scenario, il grande interrogativo rimane quanto durerà la pausa e se queste misure finiranno per consolidarsi come un nuovo standard nel sistema migratorio statunitense.
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