Genry Alenarez, conosciuto sui social media come «El Titán de Cuba», un creatore digitale cubano residente a Raleigh, Carolina del Nord, ha aderito pubblicamente alla campagna «Mi Firma por la Patria» del regime cubano, pubblicando un video in cui appare mentre firma con la sua foto del passaporto e invitando tutti i cubani, dentro e fuori dall'isola, a fare lo stesso.
Alenarez, nato il 27 aprile 1971 a Bayamo e con circa 15.000 follower su Facebook, è uno dei promotori pro-regime più attivi della diaspora cubana negli Stati Uniti. Sui suoi social media condivide fotografie in cui appare abbracciato a Miguel Díaz-Canel e Lis Cuesta Peraza.
Su video di 19 secondi ha accumulato più di 38.000 visualizzazioni, con il messaggio: «Ecco la mia foto del passaporto. La nuova convocazione è, io firmo per la patria e il Girón è oggi. Viva Cuba, firmiamo tutti per la patria. Ovunque tu sia, firma».
La campagna «La Mia Firma per la Patria» è stata lanciata il 19 aprile dal Partito Comunista di Cuba (PCC), in coincidenza con il 65° anniversario della Battaglia di Playa Girón, con l'obiettivo dichiarato di raccogliere milioni di firme prima del 1° maggio per dimostrare unità nazionale di fronte a ciò che il regime definisce «minacce dell'imperialismo».
Sebbene presentata come un movimento spontaneo, la campagna è centralmente guidata dal PCC, con l'Unione dei Giovani Comunisti come promotrice sui social. Testimonianze di cubani sull'isola denunciano coercizione: inganni nei negozi, minacce di licenziamento nei luoghi di lavoro e cancellazione di borse di studio per coloro che si rifiutano di firmare.
In una trasmissione in diretta di oltre 11 minuti, Alenarez è andato oltre la semplice promozione della campagna. Ha affermato che «i cubani all'estero e i cubani dell'isola promettono, nel caso in cui l'impero ci invada, di non infliggere una sconfitta a Raúl Castro», e ha assicurato che «il popolo cubano sta parlando oggi con la mia firma per la patria».
Con un linguaggio volgare e impregnato di profonda omofobia, il creatore digitale ha attaccato duramente anche i cubani della diaspora che criticano il regime, definendoli «cipayos di Miami», «pájaros», «cobardes» e «gusanitos».
Asimismo, ha celebrato apertamente la repressione della Sicurezza dello Stato contro il campione cubano di arti marziali miste Javier Ernesto Martín Gutiérrez, conosciuto come 'Spiderman' - arrestato violentemente e vittima di un pestaggio da parte dei repressori - che è stato denigrato e chiamato «il nano».
«Gli hanno rotto la faccia al nano. E adesso girano a Miami dicendo, ehi, 'repressione con il nano'», si è beffato il self-proclamato 'Titán de Cuba'.
Il caso di Alenarez illustra la strategia del regime di attivare i suoi agenti e fedeli sostenitori nella diaspora per amplificare la sua propaganda all'estero durante momenti di tensione politica, riproducendo fedelmente i messaggi ufficiali dal territorio statunitense.
Nel frattempo, all'interno di Cuba la campagna ha suscitato rifiuto. I cubani hanno risposto con burle e poesie virali come «Non firmo», e i critici sottolineano che l'iniziativa funziona come una cortina di fumo di fronte alla crisi economica: blackout prolungati, scarsità di cibo e medicinali che soffocano la popolazione.
Lo stesso Alenarez, nella sua trasmissione, ha anticipato che il 1 maggio porterà «segnali», in riferimento alle mobilitazioni che il regime sta preparando per quel giorno come dimostrazione di forza nei confronti della comunità internazionale.
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