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Il presidente ucraino Volodimir Zelenski ha colto l'occasione di domenica per il 40° anniversario del disastro di Chernobyl per denunciare il «terrorismo nucleare» russo e avvertire che la guerra della Russia sta portando il mondo «di nuovo al borde di una catastrofe causata dall'uomo».
In un messaggio pubblicato sul suo account Facebook, Zelenski ha ricordato che il 26 aprile 1986 esplose il reattore numero quattro della centrale nucleare di Chernobyl, liberando una quantità significativa di materiale radioattivo nell'ambiente, e che «centinaia di migliaia di persone hanno affrontato le conseguenze di quella tragedia per anni».
Il mandatario ucraino ha denunciato che i droni Shahed russi sorvolano permanentemente la vecchia centrale nucleare e che uno di essi si è schiantato contro il sarcofago protettivo l'anno scorso.
quele attacco si è verificato il 14 febbraio 2025, quando un drone russo Shahed 136 ha colpito il Nuovo Confinamento Sicuro (NCS), la struttura in acciaio costruita tra il 2016 e il 2019 con un costo di 2.100 milioni di euro e il contributo di oltre 40 paesi, aprendo un buco di sei metri di diametro.
Una ispezione delle Nazioni Unite effettuata a dicembre 2025 ha confermato che il NCS ha perso le sue funzioni di sicurezza primarie, inclusa la capacità di confinamento, e gli esperti avvertono che un eventuale collasso dello scudo libererebbe circa quattro tonnellate di polvere altamente radioattiva in Europa.
«Il mondo non deve permettere che questo terrorismo nucleare continui, e il modo migliore per farlo è costringere la Russia a fermare i suoi attacchi insensati», ha sottolineato Zelenski.
Il direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), Rafael Grossi, è volato a Kiev in occasione dell'anniversario e ha chiesto l'inizio urgente delle riparazioni: «Crediamo che le riparazioni dovrebbero iniziare il prima possibile, e che lasciare la situazione così com'è ora è problematico».
Le riparazioni del NCS sono stimate in 500 milioni di euro, con una valutazione tecnica che prevede di ripristinare la sua funzionalità totale entro il 2030.
Il Ministero degli Affari Esteri dell'Ucraina ha emesso un comunicato definendo il disastro del 1986 come «il più grande disastro causato dall'uomo nella storia dell'umanità» e ha tracciato un parallelo diretto tra il nascondimento sovietico di allora e la condotta attuale della Russia.
«Chernobyl non è semplicemente una storia di fallimento tecnico; è un verdetto su un sistema sovietico costruito su crimini e menzogne deliberate, un regime che la Russia attuale cerca di rivivere», ha sottolineato il ministero.
Il comunicato ha ricordato che il regime sovietico ha nascosto la catastrofe al mondo per almeno due giorni e che il 1° maggio 1986, quando la radiazione si era già diffusa ampiamente, migliaia di persone a Kiev furono costrette a partecipare a una parata pubblica.
«Oggi, Mosca continua con questa tradizione di inganno, utilizzando le strutture nucleari come strumenti di ricatto. La Russia non ha imparato la lezione; al contrario, ha trasformato il pericolo nucleare in un'arma», sostiene il testo.
La invasione russa dell'Ucraina ha trasformato la zona nucleare in un teatro di guerra fin dal primo giorno: le truppe russe hanno occupato la centrale di Chernobyl dal 24 febbraio 2022 fino al 31 marzo dello stesso anno, causando danni stimati in 100 milioni di euro.
La Russia ha anche preso il controllo della centrale di Zaporiyia, la più grande d'Europa, nel marzo 2022, mantenendola occupata fino ad oggi.
L'Unione Europea ha emesso lo scorso sabato un avviso riguardo ai «continui» attacchi russi alle strutture nucleari ucraine, chiedendo alla Russia di fermarsi immediatamente e di restituire il controllo di Zaporiyia.
«Il nostro appello in questo giorno è semplice: è tempo di porre fine al ricatto nucleare. La comunità internazionale deve dimostrare di aver appreso le lezioni del 1986», conclude il comunicato del Ministero degli Esteri ucraino.
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