
Video correlati:
Amnesty International e oltre 120 organizzazioni per i diritti civili e umani hanno emesso un avviso formale di viaggio per il Mondiale FIFA 2026 negli Stati Uniti, avvertendo fan, giocatori e giornalisti riguardo a un "aumento dell'autoritarismo e della violenza" sotto le politiche migratorie del presidente Donald Trump, ha riportato AP.
Il documento, firmato anche dall'Unione Americana per le Libertà Civili (ACLU) e da decine di altri gruppi, avverte che i visitatori potrebbero essere respinti arbitrariamente alla frontiera, detenuti in condizioni "disumane" o sottoposti a controlli invasivi dei loro telefoni e social media.
Le organizzazioni hanno giustificato l'allerta segnalando che era necessaria «a causa del deterioramento della situazione dei diritti umani negli Stati Uniti e dell'assenza di azioni significative e garanzie concrete da parte della FIFA, delle città ospitanti o del governo statunitense».
L'avviso identifica rischi concreti in città ospitanti come Los Angeles, Chicago e Minneapolis, dove operazioni del Servizio di Immigrazione e Controllo delle Dogane (ICE) hanno generato accuse di profilazione razziale e repressione violenta delle proteste.
Uno dei casi più citati nel documento è quello di Renée Nicole Good, una donna di 37 anni colpita e uccisa da un agente dell'ICE a Minneapolis il 7 gennaio 2026 mentre agiva come osservatrice legale di operazioni migratorie vicino a una scuola bilingue.
Giorni dopo quell'incidente, l'ICE annunciò il suo ruolo «chiave» nella sicurezza del torneo, il che intensificò le paure delle organizzazioni civili, che avevano già chiesto alla FIFA di escludere l'ICE dagli stadi durante la competizione.
La avvertenza segnala inoltre che, a partire da gennaio 2026, l'amministrazione Trump ha imposto restrizioni totali sui visti per i cittadini di 19 paesi, tra cui Iran, Haiti, Somalia, Siria e Yemen, e restrizioni parziali per altri 20, inclusi Cuba e Venezuela, incidendo direttamente sui fan delle nazioni qualificate al torneo.
In questo contesto, gli Stati Uniti hanno definito regole speciali per i visti in occasione del Mondiale attraverso il cosiddetto «FIFA Pass», che offre interviste consolari prioritarie per gli acquirenti di biglietti ufficiali, senza però allentare i controlli di sicurezza.
L'impatto sul turismo è già visibile: il turismo internazionale verso gli Stati Uniti è diminuito del 5,4% nel 2025, con cali tra il 22% e il 28% dal Canada, e sondaggi del Consiglio Mondiale dei Viaggi e del Turismo (WTTC) indicano che il 34% degli intervistati evita di visitare il paese a causa delle politiche migratorie di Trump, con perdite previste di 15.700 milioni di dollari in spese turistiche.
La avvertenza ha generato il rifiuto del settore turistico. Geoff Freeman, presidente dell'Associazione dei Viaggi degli Stati Uniti, ha affermato che «l'idea che visitare gli Stati Uniti rappresenti un rischio significativo per la sicurezza non è un avvertimento di buona fede, ma una tattica politica progettata per causare danni economici», e ha ricordato che lo scorso anno 67 milioni di turisti internazionali hanno visitato il paese.
La FIFA, da parte sua, si è limitata a ricordare i suoi documenti guida sul rispetto dei diritti umani, senza offrire ulteriori garanzie concrete, una posizione che aveva già suscitato critiche precedenti riguardo alle politiche migratorie statunitensi.
È inoltre rilevante che la percentuale di approvazione dei casi di asilo è scesa al 7% sotto l'amministrazione Trump, rispetto al 50% registrato durante le amministrazioni precedenti, il che illustra l'inasprimento del sistema migratorio che affronteranno i visitatori.
Il torneo FIFA 2026 inizierà l'11 giugno con partite in 11 stadi sul territorio statunitense, oltre a sedi in Canada e Messico, e potrebbe attrarre fino a 10 milioni di visitatori in Nord America in quello che si prevede sarà l'evento sportivo più grande della storia.
Archiviato in: