Reuters: I Democratici spingono al Senato per una misura che limita l'azione militare di Trump contro Cuba



Senatori democratici Tim Kaine, Adam Schiff e Ruben Gallego.Foto © Collage/Facebook/Senatore degli Stati Uniti Tim Kaine, Senatore Adam Schiff e Senatore Ruben Gallego

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La possibilità che gli Stati Uniti intraprendano un'azione militare contro Cuba ha smesso di essere un'idea lontana per diventare un tema di dibattito urgente a Washington. Nel mezzo di questa tensione, senatori democratici stanno promuovendo un'iniziativa per fermare il presidente Donald Trump prima che faccia un ulteriore passo avanti.

Secondo informazioni di Reuters, il Senato voterà nei prossimi giorni una risoluzione che cerca di impedire a Trump di lanciare qualsiasi operazione militare contro Cuba senza l'autorizzazione del Congresso.

La proposta, guidata dai senatori Tim Kaine, Adam Schiff e dal cubanoamericano Ruben Gallego, nasce come risposta alle ripetute dichiarazioni del mandatario che insinuano che l'isola potrebbe essere il suo prossimo obiettivo.

“Il rumore delle spade del presidente verso Cuba chiarisce dove punta adesso”, ha avvertito Schiff presentando la misura.

Sebbene la data esatta della votazione non sia stata annunciata, si prevede che avvenga prima del 1° maggio. Tuttavia, il panorama politico non gioca a favore dei democratici, poiché i repubblicani, che controllano entrambe le camere, hanno bloccato tentativi simili in passato e non hanno dato segni di cambiare posizione.

La preoccupazione non nasce dal nulla. Negli ultimi mesi, Trump ha dimostrato di essere disposto ad agire senza l'approvazione del Congresso. Sotto il suo mandato, forze statunitensi hanno eseguito operazioni militari in Venezuela —inclusa la cattura di Nicolás Maduro— e hanno partecipato a azioni belliche contro l'Iran, il tutto senza una dichiarazione formale di guerra.

In questo contesto, una frase dello stesso presidente ha acceso le campane d'allerta: “Cuba è la prossima”.

Sebbene non abbia specificato che tipo di azione prevede, Trump ha insistito nel dire che il governo cubano è al limite del collasso, rafforzando una narrativa che combina pressione politica, economica e ora anche militare.

Dal suo ritorno al potere, la politica nei confronti di La Habana si è notevolmente inasprita. La Casa Bianca ha imposto sanzioni mirate a isolare energeticamente l'isola, facendo pressione su paesi terzi affinché non le forniscano combustibile, il che ha aggravato la crisi interna caratterizzata da blackout, carenze e deterioramento delle condizioni di vita.

Lo stesso Trump ha affermato che Cuba "cadrà abbastanza presto" e ha persino suggerito che gli Stati Uniti potrebbero avere un ruolo diretto in tale esito. In dichiarazioni recenti, ha parlato della possibilità di fare "qualcosa molto presto" con l'isola, senza fornire dettagli concreti.

In parallelo, ha lasciato aperta la porta a una negoziazione, esortando il governo cubano a “raggiungere un accordo”, mentre descrive la situazione del paese come una crisi umanitaria.

Un ruolo chiave in questa strategia lo svolge il segretario di Stato Marco Rubio, una delle voci più influenti nella linea dura verso Cuba. Rubio ha difeso apertamente la necessità di un cambiamento politico nell'isola, arrivando a dichiarare che Cuba ha bisogno di “nuove persone al comando”.

La sua postura è rimasta coerente: massima pressione, sanzioni permanenti e condizioni rigorose per qualsiasi dialogo. Sotto la sua influenza, la politica estera statunitense verso Cuba si è allineata a una visione che punta a forzare una trasformazione del sistema.

Tutto questo avviene mentre all'interno di Cuba la popolazione affronta una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni, con scarsità di cibo, blackout prolungati e un'ondata migratoria senza precedenti. Per molti cubani, qualsiasi escalation militare non è una questione astratta, ma una minaccia diretta alla loro già fragile stabilità.

La risoluzione attualmente in discussione al Senato non mira solo a limitare il potere del presidente, ma anche a evitare che un nuovo conflitto apra un ulteriore capitolo di incertezza per un'isola che da anni si trova sull'orlo del collasso.

Il risultato di questa votazione potrebbe segnare un punto di svolta: contenere Trump o lasciare aperta la porta a uno scenario che, per i cubani, sarebbe tanto imprevedibile quanto devastante.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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