Il economista cubano Elías Amor Bravo propone che una delle prime misure in ambito economico in una futura transizione democratica a Cuba sia la creazione di sindacati liberi e indipendenti che negozino direttamente con le organizzazioni imprenditoriali private le condizioni di lavoro, i salari e gli orari, lasciando il governo come semplice osservatore del processo.
Amor ha esposto il suo punto di vista in un'intervista con CiberCuba nella quale ha descritto il modello di dialogo sociale e contrattazione collettiva come il percorso necessario per Cuba per ricostruire la sua economia del lavoro dopo decenni di dittatura comunista. L'economista ha sottolineato che la contrattazione tripartita tra governo, sindacati e imprenditori è stata fondamentale nella ripresa economica di numerosi paesi europei dopo periodi di crisi istituzionale.
Il contesto salariale che circonda questa proposta è allarmante. Il salario medio a Cuba nel 2025 è stato di 6.930 pesos mensili, una cifra che contrasta brutalmente con la realtà del costo della vita nell'isola, dove una coppia ha bisogno di più di 45.000 pesos mensili solo per le spese di base.
Di fronte a questa lacuna, il regime ha risposto con il Decreto 127/2025, pubblicato questo mese, una misura che riorganizza lo schema salariale statale ma che, secondo i critici, non affronta le cause strutturali dell'impoverimento dei lavoratori cubani.
La proposta di Amor Bravo si scontra frontalmente con il modello sindacale vigente a Cuba, dominato dalla Central de Trabajadores de Cuba (CTC), fondata nel 1939 e rifondata nel 1961 dopo la Rivoluzione, e che storicamente ha funzionato come una cinghia di trasmissione del Partito Comunista invece di difensore degli interessi dei lavoratori.
Frente a questa struttura ufficiale, organizzazioni come la Asociación Sindical Independiente de Cuba hanno già richiesto la disconnessione del movimento sindacale dal controllo statale, rivendicando libertà sindacale, giustizia economica e democrazia come condizioni minime per una vera riforma del lavoro.
Sotto il profilo politico, la discussione sul modello economico di una Cuba in transizione sta guadagnando terreno tra le forze oppositive. L'Assemblea di Resistenza Democratica e Pasos de Cambio hanno firmato recenti accordi che riflettono le dispute e le convergenze all'interno dell'esilio cubano riguardo alla leadership e alla tabella di marcia per quel processo.
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