
Video correlati:
La Contraloría Generale della Repubblica del Cile ha messo in discussione l'Università del Cile per aver facilitato le sue strutture per un evento commemorativo del 67° anniversario della Rivoluzione Cubana e del compleanno di Fidel Castro, determinando che l'evento ha avuto una manifesta connotazione politica incompatibile con gli obiettivi istituzionali dell'ateneo.
Secondo quanto riportato dal Diario Constitucional, l'evento si è svolto il 6 gennaio 2026 nella Sala "Isidora Zegers" della Facoltà di Arti, organizzato dalla Federazione Nazionale delle Associazioni dei Funzionari dell'Università del Cile (FENAFUCH) insieme al "Comitato di Solidarietà con Cuba". L'attività è stata presentata alle autorità universitarie come un'occasione "artistico-culturale, in solidarietà con il popolo cubano", senza fornire un programma dettagliato, ed è stata autorizzata dall'autorità accademica competente.
Tuttavia, registrazioni fotografiche analizzate dalla Corte dei Conti hanno rivelato che l'evento è andato ben oltre quanto dichiarato: sono stati installati cartelli in riferimento alla Rivoluzione Cubana, sono stati eseguiti gli inni di Cuba e Cile, sono state proiettate immagini del quotidiano ufficiale cubano Granma con i nomi e le fotografie di 32 militari cubani deceduti in Venezuela, e è stato simbolicamente consegnato un mazzo di 32 garofani rossi all'ambasciatore di Cuba in Cile, Óscar Cornelio Oliva.
L'atto si è svolto appena tre giorni dopo che un'operazione militare statunitense ha catturato il dittatore venezuelano Nicolás Maduro, durante la quale sono morti quei 32 militari cubani — 20 del Ministero dell'Interno e 12 delle Forze Armate Rivoluzionarie — che facevano parte della sua scorta personale.
Ha partecipato all'evento anche Lautaro Carmona, presidente del Partito Comunista del Cile, che ha reso omaggio ai defunti e ha affermato che la solidarietà con Cuba è un dovere etico di chiunque si consideri patriota e latinoamericanista.
L'organo di vigilanza ha concluso che l'attività ha superato la mera realizzazione di un evento artistico-culturale o di una semplice riflessione accademica, rivelando una manifesta connotazione politica estranea agli scopi del servizio nella forma in cui è stata autorizzata ed eseguita, ha aggiunto BioBioChile.
La Contraloria ha inoltre ricordato che l'autonomia universitaria riconosciuta dalla Legge N° 21.094 non esime le università statali dal rispetto degli articoli 6° e 7° della Costituzione né dalle norme di correttezza della Legge N° 18.575, che vietano espressamente l'uso di beni, risorse o personale dell'amministrazione in attività di carattere politico.
L'organismo di vigilanza ha anche respinto l'argomento secondo cui gli organizzatori si sarebbero assunti i costi dell'evento, specificando che l'uso di uffici, servizi essenziali, attrezzature, personale o sistemi di sicurezza costituisce utilizzo di mezzi istituzionali.
La stessa Rettorato dell'Università del Cile ha dichiarato di non essere stata a conoscenza in precedenza dell'evento e ha rigettato ogni utilizzo politico-partitico delle sue strutture. Il caso è nato da denunce anonime ed è stato sostenuto da richieste dei deputati UDI Sergio Bobadilla Muñoz, Guillermo Ramírez Diez e Ricardo Neumann Bertín.
Il Dictamen N° D209N26, emesso il 14 aprile 2026, ha istruito l'Università del Cile a regolarizzare le proprie procedure di autorizzazione, stabilire controlli preventivi più rigorosi, determinare se ci sia stato un uso indebito di risorse pubbliche e valutare la eventuale responsabilità amministrativa dei coinvolti. L'università dovrà informare documentalmente la Contraloría Regionale Metropolitana entro 15 giorni lavorativi sulle misure adottate.
Archiviato in: