In mezzo al crescente dibattito sull'accesso a internet a Cuba e a proposte come l'eventuale arrivo di Starlink nell'isola, una voce influente all'interno della comunità cubanoamericana ha lanciato un'idea che punta direttamente al futuro del paese. Secondo lui, i cubani potrebbero diventare leader mondiali nell'adattamento tecnologico se venissero abbattute le barriere attuali.
Così ha affermato Modesto Maidique, ex rettore dell'Università Internazionale della Florida (FIU), in un'intervista concessa a CiberCuba, dove ha assicurato che se Cuba si aprirà e adotterà le nuove tecnologie, i cubani “batteranno i record mondiali di adattamento”.
La dichiarazione acquista particolare rilevanza in un momento in cui gli Stati Uniti hanno proposto al governo cubano di consentire l'installazione di Starlink, il sistema di internet satellitare di Elon Musk, con la promessa di offrire connettività veloce e senza restrizioni in tutta l'isola. Per molti cubani, questo rappresenterebbe un cambiamento radicale nel loro accesso all'informazione e nelle loro opportunità di sviluppo.
Maidique non parla per speculazione. È stato il primo cubanoamericano a dirigere un'università negli Stati Uniti e ha guidato la FIU per quasi tre decenni, dal 1981 al 2009, periodo in cui ha trasformato l'istituzione in un punto di riferimento accademico internazionale.
Dal suo punto di vista, il potenziale del cubano non è in dubbio. Ciò che manca, secondo la sua visione, sono le condizioni. “L'abbiamo visto al di fuori di Cuba”, suggeriscono le sue parole citando l'esempio delle performance della diaspora.
La comunità imprenditoriale cubanoamericana genera oggi circa 55 miliardi di dollari all'anno, una cifra che riflette non solo un successo economico, ma anche una capacità di adattamento, innovazione e resilienza in contesti altamente competitivi.
Quel stesso talento, insiste implicitamente la sua analisi, esiste all'interno dell'isola, ma rimane limitato da un ambiente in cui l'accesso alla tecnologia, la connettività e l'iniziativa libera continuano a essere restritti.
In questo senso, il dibattito su Internet a Cuba smette di essere solo una questione tecnica per diventare una questione di futuro. Cosa succederebbe se milioni di cubani potessero connettersi senza limiti, accedere a informazioni senza filtri e partecipare pienamente all'economia digitale?
Il lascito di Maidique rafforza questa visione di possibilità. Decenni dopo la sua gestione, la FIU continua a essere un simbolo del progresso della comunità cubanoamericana, con figure come Jeanette Núñez alla guida dell'istituzione, la prima cubanoamericana a presiederla.
Oltre ai dati e ai costi, il suo messaggio si collega a una realtà profondamente umana: la capacità del cubano di reinventarsi quando si aprono porte. E in un contesto in cui l'isola affronta una delle sue peggiori crisi economiche e tecnologiche, le sue parole risuonano come un avvertimento e, allo stesso tempo, come una promessa di ciò che potrebbe essere.
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