Nicolás Maduro invia un nuovo messaggio dal suo isolamento in carcere a New York



Momento dell'arresto di Maduro (i) e Nicolás Maduro (d)Foto © Collage social media - Instagram/Nicolás Maduro

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Un nuovo messaggio attribuito a Nicolás Maduro, presumibilmente inviato dal Centro di Detenzione Metropolitano di Brooklyn, a New York, è stato diffuso questo 19 aprile in seguito alla convocazione ufficialista a una peregrinazione nazionale contro le sanzioni.

La presunta missiva, pubblicata sull'account ufficiale di Maduro su Instagram, insiste nel sostenere l'iniziativa promossa dalla “presidenta encargada”, Delcy Rodríguez.

“Salutiamo e supportiamo la convocazione della presidentessa incaricata, nostra sorella Delcy Rodríguez, a questa grande pellegrinaggio nazionale per una Venezuela senza sanzioni e in pace”, esprime il nuovo testo pubblicato.

Il messaggio, che mescola un linguaggio politico con riferimenti religiosi, inizia con un'appello diretto al paese:

“Pueblo amato del Venezuela, sorelle e fratelli della nostra Patria, popoli del mondo: in questo 19 aprile, giorno di indipendenza, giorno del popolo, giorno della patria viva, Cilia ed io inviamo una parola di fede, di amore e di speranza.”

Da quell'introduzione, la narrativa si sviluppa come un invito a una mobilitazione continua.

“La peregrinazione permanente per l'unione, la libertà e la felicità della nostra patria”, segnala il documento, in quello che sembra un tentativo di trasformare la protesta contro le sanzioni in un simbolo di coesione nazionale.

Un discorso di unità e riconciliazione

A lo largo del testo, Maduro articola il suo messaggio attorno a tre concetti: unione, libertà e felicità.

Nel primo, insiste sulla necessità di coesione interna: “Così deve procedere il Venezuela: come un solo corpo, con molte parti, molte voci e un’anima sola”.

Il messaggio approfondisce quest'idea con una formulazione più ampia: “Unire tutte le parti della patria è riconoscerci come un unico paese in azione, un paese che prega, lavora, produce, perdona e cammina unito per la pace”.

Sulla libertà, il tono diventa più dottrinale.

“Questa è la vera libertà: quella che serve, quella che si prende cura, quella che costruisce, quella che cerca il bene comune. Non è libertà per odiare, né per dividere, né per distruggerci”, afferma.

A continuación, introduco una citazione biblica come avvertimento di fronte alla conflittualità: “Se vi state mordendo e divorando a vicenda, fate attenzione perché finirete per distruggervi l'un l'altro" (Gal 5,15).

Il testo si sposta quindi verso una dimensione più spirituale del discorso politico: “Camminiamo, dunque, verso quella maturità spirituale della Patria”, sottolinea, rafforzando una narrativa che mescola fede, politica e mobilitazione sociale.

Nel suo passo finale, insiste sull'idea di una nazione unificata: “Una sola deve essere la patria. Una sola deve essere la speranza, la volontà di fare la pace e la felicità in una riconciliazione permanente.”

Y si conclude con un'invito diretto: “Che questa grande mobilitazione nazionale sia preghiera, incontro, sovranità, lavoro e speranza”.

La chiusura del messaggio rafforza il tono religioso: “Che Dio benedica il Venezuela. Che Cristo della pace accompagni il nostro popolo, e che la patria trovi fede, preghiera, unità, libertà e felicità”.

Questo non è il primo messaggio di questo tipo attribuito a Maduro dalla sua reclusione negli Stati Uniti.

Nelle settimane recenti sono circolate diverse lettere e dichiarazioni con un marcato tono religioso e politico, alcune delle quali diffuse da suo figlio, Nicolás Maduro Guerra, attraverso i social media.

Sin embargo, la autenticità di questi testi è stata oggetto di dibattito pubblico, poiché analisti e utenti mettono in dubbio come potrebbero essere emessi da un carcere federale di massima sicurezza, il che ha alimentato sospetti su possibili intermediari o sull'uso propagandistico di questi messaggi.

Un leadership in disputa

Nel frattempo, in Venezuela, il potere politico entra in una fase di definizione. Delcy Rodríguez ha superato i 90 giorni come presidente incaricato, il limite iniziale fissato dopo la cattura di Maduro, e il Parlamento controllato dal chavismo dovrà decidere se prorogare il suo mandato.

Anche il messaggio esprime un sostegno esplicito a Delcy Rodríguez come “presidente incaricato”, ma il contenuto rafforza anche la centralità di Maduro all'interno del chavismo.

Dalla prigione, il leader venezuelano non solo convalida la convocazione ufficiale, ma stabilisce anche il quadro ideologico del momento - unità, libertà e riconciliazione - con un tono più dottrinale che operativo.

Questa costruzione, carica di riferimenti spirituali e simbolici, suggerisce che, oltre all'esercizio formale del potere a Caracas, Maduro cerca di mantenere il suo ruolo di principale riferimento politico e morale del progetto chavista, anche dalla prigione.

In questo contesto, i messaggi diffusi dal carcere -la cui autenticità non è stata verificata in modo indipendente- sembrano cercare di mantenere coesa la base ufficialista e rafforzare una narrativa di resistenza.

La peregrinazione convocata, che culminerà il prossimo 1 maggio, diventa così un palcoscenico chiave: non solo come protesta contro le sanzioni, ma anche come tentativo di mantenere il leadership politico di Maduro dall'interno e in mezzo a una crisi che combina pressione internazionale e tensioni interne.

Pressione giudiziaria su Maduro

La diffusione di questa presunta lettera avviene in un momento critico per il leader chavista.

Maduro rimane in detenzione dal 3 gennaio a seguito della cosiddetta “Operazione Risoluzione Assoluta” e affronta negli Stati Uniti accuse di narcoterrorismo, traffico di droga, riciclaggio di denaro e corruzione.

Negli ultimi giorni, la sua strategia legale ha subito nuovi colpi. Il giudice federale Alvin K. Hellerstein ha vietato alla sua difesa di condividere prove con coimputati che non sono ancora stati arrestati, tra cui figure chiave del chavismo come Diosdado Cabello e Nicolás Maduro Guerra.

La misura sostiene la posizione della Procura, che argomenta rischi per i testimoni e per l'indagine.

Questo fallimento si aggiunge al precedente rifiuto del tribunale di archiviare il caso, così come al blocco dell'accesso ai fondi venezuelani per finanziare la sua difesa, a causa delle sanzioni in vigore.

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