Inaugurata la sede permanente del Coloquio Patria: più infrastrutture per la propaganda del regime



Miguel Díaz-Canel e Roberto Morales Ojeda nella sede del Colloquio PatriaFoto © Estudios Revolución

Video correlati:

Il regime cubano ha inaugurato questo fine settimana in El Vedado, L'Avana, la sede permanente del Coloquio Internacional Patria, un immobile restaurato che servirà come quartier generale di uno dei principali eventi propagandistici del governo, proprio nel momento in cui Cuba sta vivendo la peggiore crisi energetica ed economica della sua storia recente.

Il presidente Miguel Díaz-Canel ha presieduto l'evento di chiusura della quinta edizione della manifestazione, tenutasi dal 16 al 18 aprile nella Estación Cultural di Línea e 18, nel municipio Plaza de la Revolución, che ha riunito circa 150 partecipanti internazionali provenienti da 23 paesi. Hanno partecipato anche Roberto Morales Ojeda, segretario per l'Organizzazione del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba, e Bruno Rodríguez Parrilla, ministro degli Esteri della dittatura.

"Adesso questa è la casa di tutti e deve essere la base per l'articolazione tra tutti", ha dichiarato Díaz-Canel durante l'evento, in un discorso che ha completamente ignorato le cause degli apagoni che colpivano il 55% del territorio nazionale pochi giorni prima dell'evento e la repressione delle richieste dei cittadini per un paese più vivibile.

Curiosamente, nel rapporto dell'Agenzia Cubana di Notizie non viene indicata la posizione esatta dell'immobile; ma viene chiarito, citando la giornalista Rosa Miriam Elizalde, presidente del comitato organizzatore, che "l'iniziativa di dotare il Coloquio Patria di una sede fisica e permanente è stata una proposta del presidente Díaz-Canel". Inoltre, Elizalde ha chiarito che lo spazio "non avrà uffici; è un luogo da cui venire, per essere la casa di tutti".

Nel rapporto non vengono specificate nemmeno le dimensioni dell'immobile, i costi di restauro e di arredamento, né dei dispositivi tecnologici di cui è dotato. Anche se "non avrà uffici", il suo mantenimento attivo, affinché di anno in anno possa servire da sede al colloquio, rappresenta un ulteriore costo in propaganda che il regime presumibilmente addebiterà al bilancio dei fondi pubblici.

Il colloquio, che si presenta come uno spazio di dibattito internazionale, ha funzionato in pratica come una piattaforma di legittimazione del governo cubano di fronte a delegati stranieri. Tra i momenti più significativi dell'incontro c'è stata l'esibizione di una schermata con intelligenza artificiale che mostrava un Fidel Castro giovane, parte di una campagna del PCC che ha generato ampio rifiuto sui social media.

Durante il suo percorso all'interno delle strutture dell'evento, Díaz-Canel ha visitato lo stand di Cubadebate, il principale mezzo del gruppo IDEAS Multimedios e ha lodato i suoi lavoratori, ai quali ha chiesto di inserire la narrativa ufficiale nel dibattito digitale internazionale, in un esercizio che i critici hanno definito di indottrinamento mediatico.

Il discorso ufficiale del colloquio ha insistito, come negli anni passati, sulla distinzione tra una Cuba reale resistente e una Cuba virtuale di odio, narrazione ricorrente del governo per screditare le critiche che circolano all'estero e sui social media, mentre la popolazione affronta la scarsità di cibo, medicinali ed elettricità.

Nella stampa suppostamente "rivoluzionaria" che si riunisce in Patria, l'isola che viene divulgata è quella che addolcisce gli orecchi del governo, non quella vera in cui milioni soffrono senza poter protestare, pena di essere incarcerati.

Non è la prima volta che il mandatario ricorre a questo tipo di strategia discorsiva. In altre occasioni, ha minimizzato le proteste interne paragonandole ad altri paesi, nel tentativo di relativizzare il malcontento dei cittadini e deviare l'attenzione dalle cause strutturali della crisi.

Il contesto in cui si inaugura questa sede risulta particolarmente rivelatore. Cuba occupa il posto 165 su 180 paesi nell'Indice Mondiale della Libertà di Stampa, secondo Reporter Senza Frontiere, il che evidenzia il divario tra il discorso di apertura al dibattito che promuove il colloquio e la realtà del giornalismo indipendente nella nazione caraibica.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.