UPEC invita a imporre la sua "verità" di fronte alle "menzogne" su Cuba



Ricardo Ronquillo Bello (Presidente della UPEC)Foto © Facebook / Canal Caribe

La Unione dei Giornalisti di Cuba (UPEC) ha colto l'occasione dell'inaugurazione del V Colloquio Internazionale "Patria con Fidel", tenutosi giovedì a L'Avana, per invitare a costruire un fronte propagandistico globale che contrasti ciò che il regime definisce "menzogne" sull'Isola.

Il evento si svolge fino a sabato presso la Estación Cultural de Línea y 18, nel Vedado, e ha riunito oltre 150 delegati da circa 25 paesi, rappresentando media di comunicazione nazionali e internazionali e piattaforme digitali.

Alla inaugurazione hanno partecipato il presidente Miguel Díaz-Canel, il segretario organizzativo del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba (PCC), Roberto Morales Ojeda, e il cancelliere Bruno Rodríguez Parrilla, il che evidenzia il sostegno politico di alto livello che il regime conferisce all'incontro.

Il presidente della UPEC, Ricardo Ronquillo Bello, ha pronunciato il discorso inaugurale e ha fissato il tono dell'incontro con una convocazione aperta alla mobilitazione comunicativa in difesa del regime: "Dobbiamo unirci, forgiare un fronte comune universale contro la menzogna organizzata, opporre a essa un'operazione verità come quella che è stata messa in atto contro le iniziali campagne diffamatorie contro la rivoluzione".

Ronquillo ha evocato la cosiddetta "Operazione Verità", un'iniziativa di Fidel Castro nel 1959 per contrastare la copertura negativa della stampa internazionale sui fucilamenti rivoluzionari, convocando giornalisti stranieri a L'Avana.

Il presidente della UPEC ha qualificato il colloquio come il "Girón comunicacional del siglo XXI" e ha invitato a combattere quello che ha definito il "nuovo disordine informazionale comunicazionale mondiale", in riferimento all'ecosistema digitale che sfugge al controllo del regime.

L'evento è dedicato al centenario della nascita di Fidel Castro e al 65º anniversario della vittoria di Playa Girón, due efemeridi di alto valore simbolico per la dittatura cubana.

Il colloquio include panel su "Eguemonia culturale e potere digitale" e "Tecnopolitica: tra controllo e emancipazione", oltre a laboratori su algoritmi e intelligenza artificiale applicata alla produzione radiofonica, e gode del supporto di media come Sputnik e teleSUR.

Tra i partecipanti figura Humberto López, conduttore della Televisione Nazionale di Cuba, catalogato come "repressore violento" dalla Fondazione per i Diritti Umani a Cuba.

La UPEC, fondata nel 1963, opera come braccio ideologico del PCC e ha attaccato sistematicamente i media indipendenti, accusandoli di essere strumenti dell'imperialismo.

La Ley di Comunicazione Sociale vigente nel 2026 rafforza questo monopolio ed esclude legalmente il giornalismo indipendente da qualsiasi riconoscimento.

Nell'edizione precedente del colloquio, tenutasi a marzo del 2025, una propagandista spagnola ha pubblicato una foto falsa in omaggio a Fidel Castro mentre l'evento criticava le notizie false, e il vicepresidente della UPEC, Francisco Rodríguez Cruz, ha ironizzato pubblicamente sulla chiusura di Radio Martí.

Il discorso sulla "verità" contrasta con la realtà che vive la stampa indipendente nell'Isola, segnata dalla censura, dalla criminalizzazione e dall'esclusione legale. Mentre il governo ufficiale convoca a una presunta crociata globale contro la disinformazione, all'interno di Cuba persistono le restrizioni sistematiche all'esercizio libero del giornalismo e il silenziamento delle voci critiche.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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