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Una eventuale intervento militare degli Stati Uniti a Cuba potrebbe risolversi in breve tempo sul campo, ma aprirebbe un scenario molto più complesso e incerto per il futuro politico dell'isola, secondo quanto avvertono esperti citati in un rapporto recente di .
Secondo un rapporto dello stesso mezzo, mentre il Pentagono intensifica in modo discreto la pianificazione di possibili operazioni a Cuba —in attesa di un ordine del presidente Donald Trump—, l'analisi degli esperti introduce un aspetto chiave che va oltre la tensione militare: vincere la guerra non sarebbe la cosa più difficile.
Brian Fonseca, vicerettore per la Ricerca in Difesa e Sicurezza Nazionale e direttore dell'Istituto Jack D. Gordon dell'Università Internazionale della Florida, ritiene che un'azione militare statunitense avrebbe alte probabilità di successo nel breve periodo, a causa del deterioramento dell'equipaggiamento militare cubano e della fragilità interna del sistema. Tuttavia, avverte che la vera sfida inizierebbe dopo.
“Sarebbe una vittoria militare molto facile, ma una vittoria politica molto più difficile”, ha sottolineato Fonseca, evidenziando le enormi sfide che comporterebbe ricostruire l'ordine istituzionale, garantire la stabilità e sostenere una transizione nell'isola.
Il contesto solleva interrogativi delicati per milioni di cubani dentro e fuori dal paese. Oltre alla caduta dell'attuale sistema, rimarrebbero aperti dilemmi su chi assumerebbe il potere, come verrebbe gestita la sicurezza interna e quale ruolo avrebbero gli attori esterni nella riorganizzazione del paese.
Queste valutazioni emergono in un contesto di crescente pressione di Washington su La Habana. Dall'inizio dell'anno, l'amministrazione Trump ha inasprito le sue misure, comprese le restrizioni alla fornitura di petrolio, mentre mantiene aperta —almeno nel discorso— la possibilità di forzare un cambiamento politico sull'isola.
Al tempo stesso, entrambe le nazioni hanno mantenuto contatti preliminari per esplorare una soluzione negoziata alla crisi, senza chiari progressi fino ad ora. Questo doppio binario —dialogo e pressione— rafforza l'incertezza sul corso che potrebbero prendere gli eventi.
Le recenti dichiarazioni di Trump hanno contribuito ad aumentare la tensione. Il presidente ha lasciato aperta la possibilità di intervenire a Cuba una volta concluso l'attuale conflitto con l'Iran, con un tono che combina avvertimenti, ambiguità e dimostrazioni di forza.
Desde L'Avana, Miguel Díaz-Canel ha risposto assicurando che il paese resisterà a qualsiasi aggressione, in mezzo a una profonda crisi economica e sociale che continua a deteriorare le condizioni di vita della popolazione.
Sebbene non ci siano segnali di un intervento imminente, il dibattito non ruota più solo attorno a se questo avverrà, ma a cosa potrebbe succedere dopo. E su questo terreno, concordano gli esperti, si gioca il vero futuro di Cuba.
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