Il comico cubano Boncó Quiñongo ha messo in discussione con fermezza l'eredità della riforma agraria del regime cubano in un'intervista concessa a CiberCuba, ponendo in modo retorico la domanda: "Dove sono le mucche? Dove sono i terreni?".
Boncó, il cui vero nome è Conrado Coble e che vive in esilio negli Stati Uniti da oltre 20 anni, ha sottolineato che la riforma agraria -che consisteva nel sottrarre la terra ai proprietari per consegnarla allo Stato- ha completamente distrutto la produzione agropecuaria cubana.
Per illustrare il contrasto, ha paragonato la situazione dell'Isola a quella della Repubblica Dominicana: "Io vado in Dominicana e vedo gente povera, ma guardate i negozi pieni. Perché? Perché si coltiva".
La sua critica è stata diretta di fronte alla cronica scarsità di alimenti di base a Cuba: "Come puoi dire a Cuba che non ci sarà patata, non ci sarà batata, non ci sarà riso, non ci sarà malanga? Che cosa significa?".
Il comico ha anche denunciato la distruzione dell'intera industria alimentare cubana: fabbriche di latte, l'azienda Crusellas (con un'ampia gamma di prodotti per la cura personale), bevande come la Jupiña e fabbriche di cioccolato e salumi.
Ricordando, la causa è sempre stata la stessa: "Si sono occupati di togliere i negozi ai proprietari e hanno messo la loro gente, gente fidata, gente di loro che non sapeva nulla del business, ma l'hanno messa lì a dirigerlo. E cosa hanno fatto? Lo hanno distrutto".
Boncó ha esteso la sua analisi alla riforma urbana, che ha qualificato senza mezzi termini: "Riforma urbana, una schifezza. Non ci sono case, non ci sono abitazioni. Il popolo non ha nulla."
Ha inoltre sottolineato che il regime dà priorità alla costruzione di hotel rispetto alle abitazioni popolari: "L'unica cosa che costruiscono sono hotel, che rappresentano denaro per loro. È l'unico modo in cui possono guadagnare, grazie al turismo, perché non hanno investito".
Quella distruzione sistematica lo portò a una conclusione senza eufemismi: "Il comunismo è una merda".
L'attore ha anche affrontato il concetto di "diversionismo ideologico", che il regime ha utilizzato per perseguitare ed espellere coloro che pensavano in modo indipendente.
Denunciò lo stigma che gravava sui cosiddetti "autosufficienti": persone con conoscenze tecniche che venivano indicate e licenziate proprio per sapere più dei capi designati per lealtà politica, non per merito.
Per Boncó, il risultato è stata una fuoriuscita di talento che ha impoverito il paese: "Hanno espulso tutti i talenti, hanno espulso tutto ciò che avanzava, per rimanere con i conformisti, con i ripetitori e con le persone che volevano che la vita gli cadesse addosso".
Questa intervista si inserisce nel contesto della peggiore crisi alimentare che Cuba sta attraversando da decenni, con il 97 % della popolazione senza accesso adeguato al cibo, secondo sondaggi indipendenti, mentre il regime investe miliardi in hotel di lusso con una tasso di occupazione del 21,5 % registrato nel 2025.
In un altro frammento dell'intervista, il comico ha previsto la caduta del regime: "Non c'è più dove andare. Quest'anno la dittatura se ne va dal parco."
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