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Un ragazzo di circa 15-16 anni attraversa di notte i corridoi di un edificio a L'Avana vendendo pane a 200 pesos l'uno.
La sua storia, insieme a quella di Jhon, un adolescente che ha lasciato la scuola per lavorare nell'edilizia, è al centro di una cronaca pubblicata su Facebook dalla scrittrice cubana Dailin Carracedo Velázquez che ritrae con crudezza come la crisi economica abbia rubato l'infanzia a un'intera generazione.
Carracedo Velázquez descrive il ragazzo panettiere come un giovane dalle fattezze raffinate, abbigliamento impeccabile e voce priva di ombra di baffi che ogni pomeriggio squarcia il silenzio dell'edificio con la sua grida: "¡Panadeeeero!". Quando arriva alla sua porta, le dice: "Sono ancora caldi, zia mia. Li ho appena comprati".
Per guadagnare 2.000 pesos cubani, quel ragazzo dovrebbe vendere 40 pani e camminare per molte isolati di notte, calcola l'autrice del post su Facebook.
Un cartone di uova costa 2.650 pesos in poi, cifra che illustra la distanza abissale tra lo sforzo di questi giovani e ciò di cui le loro famiglie hanno bisogno per sopravvivere.
Non è un caso isolato: il lavoro minorile informale si è normalizzato a Cuba in mezzo a una crisi che non dà tregua.
Il secondo caso riportato nella cronaca è quello di Jhon, catturato in un video di un influencer di strada cubano.
Il teenager racconta di aver lasciato la scuola per lavorare come aiutante muratore "o quello che è", in un contesto in cui il salario minimo è congelato a 2.100 pesos dal 2021, una cifra che non basta nemmeno per coprire i bisogni fondamentali di una famiglia.
La situazione di questi giovani riflette una realtà più ampia e devastante: il 89% delle famiglie cubane si trova in condizioni di povertà estrema, che spinge bambini e adolescenti a diventare fornitori prima del tempo, abbandonando le aule per l'urgenza di portare soldi a casa.
Il fenomeno non è nuovo, ma la sua magnitudine è cresciuta in modo allarmante. La stampa ufficiale lo ha riconosciuto nell'aprile del 2025, sebbene senza approfondire le cause strutturali che lo alimentano.
Nel frattempo, il governo ha risposto con slogan: il presidente Miguel Díaz-Canel è arrivato a dichiarare che "Dove mancano le risorse, c'è immaginazione", una frase che molti cubani hanno ricevuto con amarezza.
L'approvazione del nuovo Codice per l'Infanzia, Adolescenza e Gioventù non ha cambiato la realtà nelle strade, dove sempre più minori guadagnano da vivere vendendo pane, polvorones e pastiglie di pollo per le strade dell'Avana e di altre città del paese, mentre lo Stato si gira dall'altra parte.
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