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Il giornalista indipendente Boris González Arenas ha denunciato giovedì su Facebook che in un vecchio mercato di via Manglar, nel municipio di El Cerro, L'Avana, sono stati accumulati diversi contenitori con buchi che sembrano essere adattamenti per trasformarli in qualcosa simile a case.
La fotografia pubblicata da González Arenas mostra almeno un contenitore della compagnia danese Maersk, in stato di ossidazione, installato in una strada urbana degradante del municipio.
Questa situazione si inserisce nella grave crisi abitativa che attraversa Cuba, dove il deficit di abitazioni supera ufficialmente le 929.000 unità, e il governo ha ricorso a soluzioni alternative di fronte alla mancanza di materiali da costruzione e risorse.
Entre queste soluzioni, il regime annunciò in quel momento la conversione di più di 3.500 container marittimi in abitazioni modulari, un'iniziativa che ha generato sia aspettative che critiche tra la popolazione.
En questo contesto, le autorità cubane hanno inaugurato un polo di 18 abitazioni-container come iniziativa ecologica, e hanno anche consegnato 15 abitazioni-container per le vittime degli uragani, presentando questi progetti come progressi nella politica abitativa.
Tuttavia, i risultati sono stati modesti. In una fase precedente del programma sono state segnalate appena 133 unità distribuite in otto municipi, un numero molto lontano dalle reali necessità del paese.
Il panorama generale del settore delle costruzioni non è affatto incoraggiante: il governo cubano ha ufficialmente riconosciuto il fallimento del suo programma di abitazioni, in un contesto in cui il paese ha completato solo il 22% del suo piano annuale di costruzione.
González Arenas è un giornalista che ha subito ritorsioni per il suo lavoro. Il regime gli ha impedito di viaggiare negli Stati Uniti per partecipare a eventi legati alla libertà di stampa, e il capo missione Mike Hammer si è incontrato con lui in segno di sostegno al suo lavoro giornalistico.
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