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Il Cimitero Cattolico di Trinidad, uno dei principali esponenti dell'arte funeraria coloniale cubana, affronta un patrimonio funerario a rischio per abbandono e degrado, secondo un reportage pubblicato martedì dal giornale Escambray.
La necropoli, i cui primi sepoltimi documentati risalgono al 1803, custodisce una cappella con cupola dedicata a Nostra Signora della Salute, volte con scudi nobiliari, obelischi e sculture in marmo, ferri artistici e elementi iconografici unici che riflettono gli stili architettonici del XIX secolo.
Bárbara Venegas Arboláez, storica di Trinidad, segnala con rammarico la causa principale: "La ragione principale del suo abbandono, potremmo dire, istituzionale, è che i suoi valori patrimoniali non sono conosciuti".
Venegas sottolinea che la cappella interna è una rarità a Cuba: "Sono pochi i cimiteri del paese che possiedono cappelle con cupola. Per il suo rigore tecnico, questa struttura riflette anche il livello tecnologico e costruttivo che Trinidad ha raggiunto durante l'epoca coloniale". La cappella ospita l'Altare delle Anime, trasferito dalla Parroquial Mayor nel 1814.
Il ricercatore Víctor Echenagusía Peña sottolinea il peso storico del luogo con una frase contundente: "Questo è anche Trinidad". Menziona i cognomi di famiglie benestanti che riposano lì: Malibrán, Sánchez Iznaga, Borrell e Lemus, Brunet, Maury. Tra le tombe più notevoli, Venegas descrive quella di Berta Machado, parente del dittatore Gerardo Machado: "Questa donna è morta nel 1930, ma quando il dittatore cade, nel 1933, il popolo si lancia per le strade per mettere fine a tutta la memoria di quella famiglia. I segni dei proiettili sono ancora lì".
La volta della famiglia Sánchez Iznaga, costruita nel 1890, si distingue per la sua lussuosa lavorazione del ferro e le sue colonne sormontate da torce come simbolo del fuoco eterno. Il ricercatore José Antonio Pérez Menéndez, in un articolo pubblicato sulla rivista Tornapunta, sottolinea che le volte più elaborate del XIX secolo "ricreano il dolore, la tristezza, la compassione e, a volte, anche la rassegnazione".
La situazione dei lavoratori del cimitero riflette l'abbandono strutturale. Il becchino Osmani Cebey Ramos guadagna 2.500 pesos al mese e riassume così la sua realtà: "Si gestisce da una parte all'altra, ma servono machete, pale e altri strumenti di lavoro". Riguardo al suo stipendio, aggiunge senza giri di parole: "Duemilacinquecento pesos. È un lavoro importante, anche se non tutti lo apprezzano. Questo non è un pagamento per nulla".
Lorenzo Fidel González Salabarría, recentemente nominato direttore dei Servizi Necrologici di Trinidad, riconosce che il settore è "fortemente depresso" a causa della mancanza di risorse, salari bassi e scarsa attenzione ai lavoratori. Per 2026 è stato assegnato un budget di poco più di due milioni di pesos, destinato esclusivamente ad azioni costruttive nella copertura dell'ingresso, nella cappella, nei muri perimetrali e nella verniciatura, senza includere il restauro specializzato del patrimonio funebre interno.
Felipe Ruiz Gutiérrez, direttore degli Investimenti dell'Ufficio del Conservatore della Città e della Valle dei Dottori, è categorico: "Oggi non abbiamo risorse né finanziamenti per sostenere lavori di tale portata".
La pubblicazione del reportage sui social media ha generato reazioni da parte degli utenti che hanno lamentato lo stato del cimitero e hanno chiesto maggiore attenzione istituzionale verso questo spazio storico, considerato parte inseparabile del patrimonio di Trinidad, dichiarata Patrimonio Culturale dell'Umanità dall'UNESCO nel 1988.
Il caso trinitario non è isolato. Il degrado dei cimiteri cubani è una crisi sistemica documentata in tutto il paese: la situazione del Cimitero di Colón a L'Avana —Monumento Nazionale dal 1987— è stata recentemente denunciata dalla giornalista indipendente Camila Acosta, che ha mostrato resti umani mescolati a macerie e ha affermato: Non sono tombe, sono macerie.
Il cementerio municipale di Mayabe, a Holguín, è stato denunciato lo scorso febbraio per nicchie rotte e resti ossei esposti. I cimiteri a Camagüey, Matanzas, Santiago di Cuba, Las Tunas, Ciego de Ávila e Guantánamo presentano condizioni simili, evidenziando che il problema è strutturale e non ha soluzioni in vista.
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