USCIS lancia un forte avvertimento dopo aver arrestato un migrante con un ordine di deportazione risalente a 25 anni fa



Un uomo viene arrestato dall'ICE (Immagine di Riferimento).Foto © Facebook/Servizi di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti.

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Il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha pubblicato questo lunedì un messaggio istituzionale di avvertimento decisivo, dopo aver esaminato il caso di un migrante salvadoregno con un ordine di espulsione emesso più di 25 anni fa, dopo essere stato arrestato dal Servizio di Controllo dell'Immigrazione e delle Dogane (ICE) quando si è presentato nel suo ufficio a Charlotte, Carolina del Nord, per un colloquio di richiesta familiare.

La agenzia ha sfruttato il caso per lanciare un avviso diretto in reti sociali a tutti i migranti con ordini pendenti: "Gli ordini di espulsione pendenti non supereranno i rigorosi procedimenti di verifica e controllo implementati dall'Amministrazione Trump. Quando un giudice ordina l'espulsione, la legge verrà applicata."

Captura di Facebook/U.S. Citizenship and Immigration Services.

Il caso illustra con crudezza come una pratica di routine, in questo caso un colloquio per una richiesta di famiglia, possa concludersi con un arresto immediato, indipendentemente da quanti anni siano trascorsi dall’emissione dell’ordine giudiziario.

Quanto accaduto a Charlotte non è un fatto isolato, ma parte di un modello sistematico che l'USCIS ha adottato sotto l'amministrazione Trump a partire da gennaio 2025. L'agenzia, storicamente impegnata nell'elaborazione di benefici migratori legali, ha assunto un ruolo attivo nell'applicazione della legge.

Ad esempio, nel settembre del 2025 è stata autorizzata a creare agenti speciali con poteri di arresto, porto d'armi e esecuzione di ordini giudiziari, cancellando la linea tradizionale tra i servizi migratori e l'applicazione della legge.

Questo giro ha un sostegno diretto nell'Ordine Esecutivo "Proteggere il Popolo Americano contro l'Invasione", che ha istruito le agenzie di sicurezza interna a dare priorità all'esecuzione degli ordini di rimozione senza distinzione di anciennità o circostanze personali.

Le cifre confermano l'entità del cambiamento. Secondo DeportationData, le deportazioni interne sono aumentate cinque volte rispetto ai livelli registrati nelle amministrazioni precedenti. Secondo dati di organizzazioni specializzate, 1,5 milioni di persone non cittadine negli Stati Uniti hanno ordini di rimozione pendenti, il che le rende un obiettivo potenziale in qualsiasi interazione con agenzie federali.

Casos simili sono stati documentati in diverse città. Un cubano a Tampa è stato arrestato mentre visitava un ufficio di USCIS, e un altro che si recava a un appuntamento per la cittadinanza a Hialeah è stato arrestato in circostanze altrettanto routinarie.

La avvertenza delle autorità è chiara: un'ordine di arresto è una questione seria, a prescindere dal motivo per cui un migrante si presenta presso un ufficio federale.

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