Un video pubblicato su Instagram mostra la storia del piccolo Keyler Alcántara, un bambino cubano di nove anni che soffre di una lesione statica del sistema nervoso centrale e non può camminare, mentre sua madre -una professionista laureata- ha dovuto lasciare il lavoro per prendersi cura di lui.
Keyler, di nove anni, è nato prematuro, a 19 settimane di gestazione, e ha subito una mancanza di ossigeno al cervello durante il parto, il che gli ha provocato una lesione cerebrale.
Il caso è stato raccontato dall'attivista Melissa, dell'account "Meli creando con el corazón", che ha visitato la famiglia almeno due volte e porta donazioni ad ogni visita.
Il bambino è stato operato degli adduttori e del tendine d'Achille per allungargli i tendini, ma continua a non riuscire a muoversi autonomamente. "Mi fa molto male quando arrivo e vedo il bambino strisciare", confessa Meli, che descrive Keyler come un ragazzo affettuoso e carismatico. "Mi ha conquistato con il suo sorriso", scrive nel post.
Oltre alla sedia a rotelle, Keyler ha bisogno di alcune fasce per le ginocchia. "Quelle che gli hanno regalato sono un po' grandi e non lo fissano molto bene," spiega l'attivista nel video.
Nonostante le sue limitazioni fisiche, il bambino ha una vita interiore ricca: gli piace guardare la televisione, ascoltare musica e vorrebbe imparare a suonare la batteria. "Ha orecchio per la musica", dice sua madre.
Il video attraversa la piccola camera dove dorme il bambino e lo spazio dove riceve le sue lezioni, immagini che ritraggono la precarietà estrema in cui vive questa famiglia.
La madre dovette lasciare il suo lavoro dopo l'operazione del piccolo. Per generare qualche reddito, riutilizza sacchetti di riso e fagioli per confezionare piccole borse artigianali, realizza tessuti, zaini e trecce di capelli.
"È un'altra cubana laureata con il suo titolo appeso al muro", riassume Meli con amarezza, un'immagine che racchiude la paradossale condizione di migliaia di professioniste cubane intrappolate nella povertà più estrema.
Meli lancia un appello diretto a chiunque voglia aiutare: "Chiunque desideri unirsi a me con donazioni di cibo o per comprare la sua sedia a rotelle può contattarmi, per favore. Spero che insieme possiamo migliorare un po' la sua qualità di vita e essere un supporto per questa famiglia."
E conclude con una frase che riassume il suo operato: "Per me è davvero un onore essere portavoce di queste famiglie che nessuno ascolta e nessuno vede. Oggi alzo la voce per il piccolo Kayler e una sedia a rotelle".
Il caso di Keyler non è un'eccezione, ma il riflesso di un abbandono sistematico.
La Associação Cubana di Limitati Fisico-Motori riunisce 94.000 persone, delle quali 14.000 usano sedie a rotelle, ma lo Stato ha distribuito solo 3.115 unità nel 2025 e prevede appena 2.000 per il 2026, cifre che lo stesso governo riconosce come insufficienti. Nel frattempo, il regime dichiara all'ONU di consegnare questi dispositivi in modo gratuito.
In settembre 2024, un'altra madre cubana ha reclamato pubblicamente al governo una sedia a rotelle per suo figlio di cinque anni con disabilità, necessaria affinché potesse andare a scuola, senza ottenere risposta. Il modello si ripete: lo Stato abbandona queste famiglie e la solidarietà cittadina attraverso i social media diventa l'unico meccanismo reale di sopravvivenza.
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