Mailén Díaz Almaguer, unica sopravvissuta dell'incidente del volo 972 di Cubana de Aviación avvenuto nel 2018, ha pubblicato questo mercoledì su Facebook un breve messaggio carico di emozione dopo le ultime novità giudiziarie riguardo al disastro aereo e a meno di un mese dall'ottavo anniversario della tragedia.
«Che GIUSTIZIA sia la parola che onori il prossimo 18 maggio dopo 8 anni di tanto sofferenza e incertezza», scrisse.

Il messaggio è stato accompagnato da un video del giornalista Mario J. Pentón, in cui il comunicatore analizza insieme all'avvocato Samuel González Ruiz le implicazioni di una recente sentenza giudiziaria in Messico che condanna la compagnia aerea Global Air (Aerolíneas Damojh) a risarcire le famiglie di quattro membri dell'equipaggio deceduti nel sinistro.
Il verdetto è stato emesso il 30 marzo dalla giudice Décimo Cuarta del Distretto in Materia Civile del Messico e comunicato ai familiari dell'equipaggio nella prima settimana di aprile.
La sentenza ordina il pagamento di circa 30 milioni di pesos messicani —circa 600.000 dollari al tasso di cambio attuale— a ciascuno dei quattro gruppi familiari beneficiari, per un totale di 124,2 milioni di pesos.
Secondo González Ruiz, la sentenza è chiara: "La compagnia aerea Damojh ha avuto responsabilità per aver operato l'aereo senza un corretto mantenimento e nonostante ci fosse il divieto che l'aereo volasse".
La proibizione era dovuta a un colpo che l'aeromobile aveva subito nel secondo rientro proprio nell'aeroporto di L'Avana, danno di cui l'azienda era a conoscenza e che ha nascosto.
L'avvocato ha aggiunto che "tutti i registri di manutenzione dell'aereo sono stati falsificati" dalla direzione dell'azienda, ciò che ha definito "un atto temerario di negligenza inexcusabile di tutti coloro che hanno partecipato a questa vicenda".
L'incidente del 18 maggio 2018 è stato il pegior disastro aereo a Cuba negli ultimi trent'anni.
Il Boeing 737-200, noleggiato da Cubana de Aviación alla messicana Global Air, è precipitato 35 secondi dopo il decollo dall'Aeroporto Internazionale José Martí con destinazione Holguín, cadendo in una zona agricola del comune di Boyeros.
De 113 persone a bordo, 112 morirono: 101 cubani, sei membri dell'equipaggio messicani e cinque passeggeri stranieri. Mailén, che allora aveva 19 anni, fu l'unica sopravvissuta definitiva dopo aver perso nell'incidente suo marito, Jean Michel López Salinas, con cui era sposata da appena due mesi.
Mailén non dimentica
Fin dall'anno stesso dell'incidente, Mailén ha mantenuto una posizione ferma e costante nella sua richiesta di giustizia.
Attraverso i suoi social media, ha ricordato ogni anniversario della tragedia non solo come un atto di lutto, ma anche come una denuncia pubblica di fronte alla mancanza di risposte e di responsabilità chiare.
In più occasioni ha sottolineato l'assenza di trasparenza nelle indagini e la mancanza di supporto istituzionale per le vittime e le loro famiglie.
Il suo reclamo è stato inoltre caratterizzato dal dolore personale e dalla memoria di coloro che sono morti, in particolare quella del marito, diventando una delle voci più visibili del caso.
Nel corso di questi anni, ha insistito sul fatto che non si tratta solo di risarcimenti, ma che è necessario fare luce sui fatti, identificare i responsabili e prevenire tragedie simili. Il suo messaggio ricorrente è stato chiaro: senza giustizia, il processo rimarrà incompleto.
La sentenza, sebbene sia la prima condanna definitiva di risarcimento civile nel caso, non chiude il procedimento.
Cosa succede dopo?
Esiste una causa legale collettiva parallela depositata presso il Giudice Quinto Federale del Messico dal 2019, che include i passeggeri cubani e ha come convenuti Damojh, il suo direttore Manuel Rodríguez Campa, l'assicuratore messicano B4MAS, la Boeing Corporation e altre compagnie assicurative.
González Ruiz si è mostrato ottimista: "C'è una grande possibilità che, così come è stata emessa questa sentenza, possa essere emessa una sentenza simile nell'azione collettiva per tutti i passeggeri".
Tuttavia, il cammino è pieno di ostacoli.
Global Air affronta un processo di fallimento per concorso mercantile avviato nel 2024 senza un accordo con i creditori, il che genera seri dubbi sulla concreta possibilità che le famiglie ricevano i risarcimenti ordinati.
A questo si aggiunge il rifiuto del régimen cubano di cooperare con la giustizia messicana.
Nonostante le più di otto rogatorie internazionali inviate dalla Procura Generale della Repubblica a Cuba, oggi, dopo otto anni, Cuba si rifiuta di consegnare i documenti richiesti dal governo messicano per proseguire penalmente con le indagini.
La richiesta di giustizia otto anni dopo la tragedia rimane il grido dei sopravvissuti e dei familiari delle vittime.
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