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La giovane cubana Mailén Díaz Almaguer, unica sopravvissuta all'incidente aereo avvenuto all'Avana nel maggio del 2018, ha condiviso una riflessione emozionante dopo essere tornata in piedi con l'aiuto di un bipedestatore dopo quasi un anno senza svolgere quell'esercizio, un momento che ha descritto come doloroso ma rivelatore nel suo processo di recupero.
In un'emotiva pubblicazione su Facebook, Mailén ha raccontato come questa esperienza, vissuta nel mezzo della sua routine di riabilitazione, sia finita per diventare una lezione personale che trascende il fisico e che può arrivare a connettersi con la vita quotidiana di chiunque.
“Solo potevo stare in piedi un'ora... e faceva male, allora capii qualcosa: quando smettiamo di fare qualcosa per un po', riprenderla è difficile. È come ricominciare”, scrisse.
Il ritorno al bipedestatore - un dispositivo terapeutico che consente a persone con difficoltà motorie di mantenersi in posizione verticale - non è stato semplice.
Secondo quanto ha spiegato, ciò che prima riusciva a fare per ore senza fastidi, questa volta è sembrato come il primo tentativo.
“Quello che un tempo facevo con facilità -senza dolore, senza stanchezza, per ore- si sentì di nuovo come la prima volta”, confessò.
Oltre al suo caso particolare, l'esperienza offre un'insegnamento chiaro: qualsiasi pausa, in qualsiasi ambito della vita, implica uno sforzo per riprendere il cammino. Non ci sono scorciatoie per ricominciare.
Mailén portò quest'idea oltre paragonandola alla vita spirituale, ma la sua riflessione può essere applicata a abitudini, relazioni o progetti personali.
“Pensavo che la vita spirituale sia così... smettiamo di cercare Dio come prima... e quando decidiamo di tornare, fa male. È difficile. Sembra strano. Ma non è la fine”, rifletté.
In quel messaggio si cela un'idea centrale: il dolore del ritorno non significa fallimento, ma adattamento.
Ritentare è, di per sé, parte del processo di ricostruzione.
“Basta riprendere l'abitudine… affinché poco a poco tutto cominci a riallinearsi di nuovo”, affermò
Adattarsi per progredire
Nonostante il dolore iniziale, il suo corpo cominciò a rispondere col passare del tempo, confermando un'altra delle lezioni che la sua esperienza lascia: la costanza trasforma la difficoltà.
“Più tempo rimanevo in piedi, più il mio corpo iniziava ad adattarsi… e ho capito che, se continuo, non solo posso tornare a dove ero… ma arrivare a stare ancora meglio,” ha sottolineato.
L'insegnamento è chiaro: persistere non solo consente di recuperare ciò che è stato perso, ma anche di crescere a partire dall'esperienza.
L'incomodità fa anche parte
Un altro degli apprendimenti che è emerso riguardava la postura durante l'esercizio, un dettaglio fisico che si è trasformato in una riflessione più ampia.
“Per mantenere una postura corretta, dovevo correggermi continuamente. E correggermi faceva male,” spiegò.
Tuttavia, ha considerato quel disagio come necessario: “La correzione fa male, ma è necessaria… non solo nel fisico, ma in tutte le aree della vita”.
Nel suo messaggio, la correzione appare come uno strumento di crescita, anche se implica disagio o confronto.
"Se qualcosa oggi fa male... potrebbe esserci una correzione. E anche se non ci si sente bene in quel momento, darà frutto a suo tempo."
In the latest post, he found meaning in the everyday: “Adoro scoprire come Dio parla nel semplice… in ciò che sembra routinario”.
Y ha lasciato una conclusione che riassume non solo la sua storia, ma anche l'insegnamento che cerca di trasmettere: “E di fronte a ciò, resta solo una decisione: andare avanti”.
In quella decisione -seguire nonostante il dolore, le pause, i passi indietro- si concentra la lezione principale di Mailén Díaz: è sempre possibile ricominciare, anche se fa male.
Un testimone che trascende la sua storia
Mailén Díaz ha documentato per anni il suo processo di recupero dopo l'incidente aereo del 18 maggio 2018, in cui sono morte 112 persone. Da allora, ha affrontato molteplici interventi chirurgici, l'amputazione di una gamba e la paralisi di entrambe.
Nel marzo dell'anno scorso, aveva già mostrato progressi nella sua riabilitazione, incluso l'uso del bipedestatore come parte di una terapia chiave per migliorare la circolazione, rinforzare la muscolatura e prevenire complicazioni.
La sua evoluzione è stata anche spirituale. Nel 2025, ha annunciato l'inizio degli studi di Laurea in Teologia presso il Seminario Metodista dell'Avana, consolidando un percorso che, come ha spiegato, gli ha permesso di dare senso alla sua esperienza.
Nel corso di questi anni, Mailén ha anche denunciato le difficoltà nel reperire forniture mediche a Cuba, sottolineando che il suo percorso non è stato privo di carenze e ostacoli.
Tuttavia, il suo messaggio insiste su qualcosa di più profondo rispetto all'avversità: la capacità di apprendere anche dal dolore.
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