José Daniel Ferrer accusa Díaz-Canel di usare l'intervista su Newsweek per legittimare il regime



Intervista del presidente cubano Miguel Díaz-Canel Bermúdez con NewsweekFoto © Facebook/Presidencia Cuba

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Il leader dell'opposizione José Daniel Ferrer ha criticato aspramente una recente intervista concessa da Miguel Díaz-Canel alla rivista Newsweek in spagnolo, ritenendo che lo spazio sia stato utilizzato dal governante per tentare di legittimare il regime cubano di fronte alla comunità internazionale.

A seguito di un messaggio pubblicato sul suo account nella rete sociale X, Ferrer ha affermato che il mezzo ha dato visibilità a “una tirannia criminale che cerca disperatamente di sopravvivere”, in mezzo alla pressione internazionale e al crescente malcontento interno sull'isola.

L'oppositore ha messo in discussione in particolare il richiamo al “dialogo” esposto da Díaz-Canel nell'intervista, sottolineando che non si tratta di un'apertura reale, ma di un processo condizionato alla permanenza del Partito Comunista al potere.

In questo senso, ha sottolineato che un dialogo privo di libertà politiche, pluralismo o elezioni libere non può essere considerato legittimo.

Ferrer ha anche avvertito sul tono del discorso del governante, ritenendo preoccupanti i riferimenti alla dottrina della “guerra di tutto il popolo” e alle possibili conseguenze per gli Stati Uniti in caso di conflitto, il che, a suo avviso, evidenzia una strategia di pressione piuttosto che di apertura.

Nel suo messaggio, ha inoltre ricordato che lo stesso governo statunitense ha qualificato il regime cubano come una minaccia per la sua sicurezza nazionale, in un contesto caratterizzato da alleanze con paesi come Russia, Cina e Iran.

Il leader dell'opposizione ha anche messo in discussione la decisione editoriale di Newsweek in Español di pubblicare l'intervista senza includere le voci dell'opposizione democratica, definendola una mancanza di equilibrio informativo in un paese dove la dissidenza affronta repressione.

Le dichiarazioni di Ferrer arrivano in un momento in cui il governante cubano ha ribadito pubblicamente la sua disponibilità a dialogare con gli Stati Uniti, pur senza accettare cambiamenti nel sistema politico dell'isola.

Finalmente, l'oppositore ha insistito sul fatto che Cuba non ha bisogno di un dialogo per mantenere l'attuale modello, ma di azioni concrete che permettano di progredire verso una transizione democratica con garanzie di diritti e libertà per tutti i cittadini.

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