Il rapper cubano Bian Oscar Rodríguez, conosciuto come El B de Los Aldeanos, ha pubblicato un video sui suoi social in cui denuncia la situazione dei minori incarcerati a Cuba, in mezzo alla crescente preoccupazione per il caso di un adolescente arrestato dopo le proteste a Morón, Ciego de Ávila.
L'artista ha accompagnato il video, intitolato “Età Minima”, con una dedica “a tutti i minorenni che soffrono in prigione e hanno perso la vita per mano della dittatura cubana per aver chiesto LIBERTÀ”, e nel video articola un messaggio incentrato su bambini e adolescenti sottoposti a procedimenti penali nell'isola.

Nella sua intervento, l'artista costruisce una sequenza di scene che ritraggono l'esperienza dei minori di fronte al sistema repressivo: “Ha dodici anni e non sa cosa sia una cella fino a quando non la conosce. Ha quattordici anni e grida per strada perché c'è qualcosa dentro il suo petto che non riesce più a rimanere in silenzio. Ha quindici anni e lo Stato lo chiama delinquente perché ha chiesto ciò che per milioni di persone in qualsiasi parte del mondo è normale”.
Il racconto procede incorporando immagini che puntano all'impatto umano di quella realtà: “Quanto pesa una schiena di sedici anni contro una porta d'acciaio? Quanto può piangere una madre finché le sue lacrime non si trasformano in pietra?”.
In quello stesso contesto, il rapper amplia il quadro in cui colloca questi eventi: “Loro non avevano striscioni, con slogan perfetti, avevano fame, avevano paura, e avevano qualcosa di pericoloso, che gli adulti imparano a perdere, la certezza che qualcosa non va e che dirlo non può essere un crimine”.
A partire da lì, collega questa idea a una critica diretta al sistema: “Ma a Cuba lo è. A Cuba un minore può marcire a Guanajay, a Canaleta, nel silenzio, mentre il mondo dibatte se chiamare o meno dittatura ciò che puzza di dittatura, suona come dittatura e uccide come dittatura”.
Il messaggio si fa più severo nel riferirsi alle conseguenze più gravi: “E ci sono bambini che non ci sono più, guarda, non è che sono in prigione, non ci sono più, e né Díaz-Canel, né il Cangrejo, né Raúl Castro li ricordano per nome. Il regime li archivia come cifre, ma noi non possiamo permetterci di dimenticare perché sono esistiti, hanno gridato e meritavano di vedere e vivere una Cuba migliore.”
Il video si chiude con una riflessione sull'infanzia e la libertà: “L'innocenza non è ingenuità, l'innocenza è capire che la libertà non si elemosina, e loro lo sapevano prima che qualcuno gli rubasse il diritto di crescere. Età minima per sognare? Nessuna. Età minima per essere incarcerati per aver sognato? A Cuba, nessuna. Viva Cuba libera”.
Il video è stato pubblicato poco dopo la notizia della decisione di imporre la detenzione preventiva a Jonathan David Muir Burgos, di 16 anni, arrestato dopo aver partecipato a proteste a Morón e accusato di sabotaggio. Il minorenne è stato trasferito nel carcere provinciale di Ciego de Ávila, noto come Canaleta, un centro descritto per le sue condizioni precarie. Durante la sua detenzione, è stato sottoposto a interrogatori e, secondo denunce, rimane con scarsa alimentazione, senza un'adeguata assistenza medica e dormendo per terra, nonostante soffra di una malattia dermatologica.
La sua difesa ha richiesto un cambiamento della misura cautelare a causa del suo stato di salute, mentre le organizzazioni per i diritti umani avvertono del rischio che corre. Un ricorso di habeas corpus è stato respinto e il suo avvocato continua a gestire la sua liberazione per motivi umanitari a causa del suo delicato stato di salute.
La riflessione di El B ha generato, da parte sua, una vasta reazione da parte degli utenti con messaggi di sostegno e riconoscimento: “La voce di una nazione”, “Le tue parole arrivano al cuore di ogni cubano”, “Grazie per alzare sempre la voce” si ripetono insieme a appelli come “Libertà per tutti i prigionieri politici. Viva Cuba Libera” e “Proibito dimenticare”.
Altri messaggi riflettono l'impatto emotivo del contenuto, con espressioni come “Quanto dolore per Cuba” o “Molto toccante e straziante per ciò che vediamo oggi”.
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