Un cubano ha attraversato la sua casa con una videocamera per mostrare, con umorismo e sarcasmo, i piccoli elettrodomestici che la crisi energetica ha trasformato in semplici oggetti decorativi: un frigorifero rotto a causa di una bassa tensione, una caffettiera senza caffè, un tostapane senza pane e una lavatrice russa riconvertita in fornello a carbone.
Il video, pubblicato su Facebook da Yendry Garcia con il testo "Cose che si trovano nelle case a Cuba come reliquie", ha superato le 130 mila riproduzioni e 4 mila reazioni in appena due giorni, il che riflette la grande identificazione dei cubani con la situazione descritta.
Nel giro di 50 secondi, Yendry presenta uno a uno gli elettrodomestici della sua casa con un'ironia che non nasconde la denuncia. Riguardo al frigorifero rotto dice: "Lui è un fortunato che ha preso una bassa tensione e si è rotto. Almeno ha preso una bassa tensione, in molte case non arriva nemmeno la tensione."
Il freezer, che funziona, non si salva: "È qui per scelta, perché non c'è corrente per raffreddarlo, né carne da metterci dentro."
La lista continua con la stessa logica: "La caffettiera che non ha caffè, il tostapane che non ha pane, il televisore che non ha corrente e non dà nulla che serva, il tritacarne che non ha né carne né corrente."
También mostra una frullatrice che le ha inviato suo fratello dall'estero, altrettanto inutile. Il culmine del video è la lavatrice russa: "Questa non è una reliquia, sta usando la funzione di fornello a carbone. Ay ay ay."
Il video è stato pubblicato lo stesso giorno in cui la consumo elettrico a Cuba raggiungeva 1.261 MW alle sei del mattino, con proiezioni fino a 1.920 MW durante il picco notturno, e i blackout a L'Avana arrivavano a 22 ore giornaliere.
La crisi del combustibile, aggravata dal blocco delle forniture venezuelane e messicane a partire da gennaio e febbraio 2026, ha portato a migliaia di famiglie cubane a cucinare con carbone e legna, utilizzando come bracieri i tamburi delle vecchie lavatrici, esattamente l'uso mostrato nel video.
I commenti degli utenti hanno riflesso una massiccia identificazione con quanto mostrato. "Così è Cuba, completo mio bambino, è triste quello che si sta vivendo"; "Abbiamo di tutto ma è solo per piacere"; "Almeno hai quello, io non ho nemmeno quello, che funzioni o meno"; "Tutti noi siamo in relitti come te, compaesano"; "È pura realtà quella che si vive a Cuba", hanno scritto diversi utenti.
Altri hanno trovato nell'umorismo un sollievo: "Non c'è corrente, ma l'umorismo non si perde"; "Mi è piaciuto quello del televisore: non c'è corrente e non trasmettono niente di utile", hanno commentato.
Il video si inserisce in una tendenza consolidata nei social media cubani di utilizzare l'umorismo come forma di resistenza e denuncia di una precarietà che il regime non risolve, in cui l' 80% dei cubani considera la peggiore crisi dal Periodo Speciale degli anni '90.
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