L'amministrazione Trump chiede di indagare sull'eutanasia di Noelia Castillo e dal governo spagnolo rispondono



Da sinistra a destra: Donald Trump, Noelia Castillo e Pedro SánchezFoto © Collage Flickr/Gage Skidmore - YouTube/Screenshot- Youtube/Screenshot-Europa Press

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La morte per eutanasia della giovane spagnola Noelia Castillo, di 25 anni, è diventata un punto di tensione internazionale dopo che si è saputo che l'amministrazione di Donald Trump avrebbe richiesto un'indagine formale sul caso, lanciando nel contempo dure critiche contro la Spagna per presunti "fallimenti in materia di diritti umani".

Secondo quanto rivelato in esclusiva da New York Post, il Dipartimento di Stato statunitense ha ordinato alla sua Ambasciata a Madrid di avviare un'indagine sulle circostanze che hanno circondato la vita e la morte di Castillo, una vittima di aggressioni sessuali ripetute che ha scelto l'eutanasia la scorsa settimana sotto la protezione della legislazione spagnola.

Un cablo diplomatico filtrato -citato dal giornale- segnala che Washington vuole chiarire sia l'operato delle autorità spagnole di fronte alle denunce di violenza, sia il processo che ha permesso alla giovane di accedere al suicidio assistito.

“Ci preoccupano profondamente le accuse secondo cui la Signora Castillo sarebbe stata aggredita sessualmente ripetutamente mentre era sotto la tutela dello Stato e che nessun colpevole sia stato portato di fronte alla giustizia”, riporta il documento.

Lo stesso cavo va oltre e mette direttamente in discussione il processo di eutanasia, indicando che “siamo a conoscenza di rapporti che indicano che la signora Castillo ha espresso riluttanza a sottoporsi all'eutanasia nelle sue ultime ore, ma che questi segnali sono stati ignorati”.

Per l'amministrazione Trump, il caso “solleva gravi preoccupazioni riguardo all'applicazione della legge spagnola sull'eutanasia, in particolare nei casi che coinvolgono disturbi psichiatrici e sofferenza non terminale”.

Inoltre, il Dipartimento di Stato evidenzia anche un aspetto migratorio negli attacchi subiti dalla giovane.

“Stiamo indagando sulle denunce secondo cui l’aggressione sessuale nei confronti della signora Castillo sarebbe stata perpetrata da persone con precedenti migratori”, segnala il cavo, che aggiunge che “la migrazione massiccia e illegale è una preoccupazione in materia di diritti umani”.

In questa direzione, Washington considera che le politiche migratorie spagnole potrebbero rappresentare “una grave minaccia per i diritti e le libertà dei cittadini spagnoli, così come per la sicurezza regionale e globale”.

L'ordine prevede che funzionari statunitensi trasmettano queste preoccupazioni al governo spagnolo entro il 3 aprile e che raccolgano informazioni sui presunti aggressori, sul loro stato migratorio e su eventuali ostacoli legali che hanno impedito di perseguirli.

La risposta contundente del governo spagnolo

La reazione dalla Spagna non si fece attendere.

La ministra della Sanità, Mónica García, ha risposto con fermezza alle critiche di Washington tramite un messaggio sui social media.

“Negli Stati Uniti muoiono ogni anno migliaia di persone senza assicurazione sanitaria, mentre Trump sostiene ed attua violazioni dei diritti umani tra Gaza e Iran. Che smetta di alimentare l'agenda ultra internazionale intromettendosi ovunque”, scrisse.

La ministra ha difeso il sistema sanitario e il quadro giuridico spagnolo, sottolineando le garanzie del processo.

“La Spagna è un paese serio, con un sistema sanitario solido e un quadro di diritti che protegge e si prende cura di tutte le persone, anche di quelle che decidono di chiedere aiuto per morire dignitosamente in contesti regolati dalla legge, valutati da comitati clinici e approvati dai tribunali”, aggiunse.

Dal lato dell'Esecutivo si insiste sul fatto che il caso di Noelia Castillo ha rispettato tutti i requisiti legali, è stato esaminato da organi indipendenti e convalidato da diverse istanze giudiziarie.

Fino alla chiusura di questo articolo, il presidente spagnolo, Pedro Sánchez, non si è pronunciato su quanto accaduto.

Un caso segnato dalla sofferenza e dalla battaglia legale

Noelia Castillo è deceduta a Sant Pere de Ribes (Barcellona) dopo un lungo processo giudiziario durato più di un anno e mezzo.

Il suo caso ha scioccato l'opinione pubblica spagnola combinando diversi fattori: una storia di ripetute aggressioni sessuali, un tentativo di suicidio che l'ha lasciata paraplegica e una ferma decisione di accedere all'eutanasia.

Aveva formalmente richiesto la procedura nell'aprile del 2024, dopo aver subito un'infortunio midollare irreversibile che gli provocava dolore cronico, dipendenza e perdita della qualità della vita.

La sua richiesta è stata approvata dalla Commissione di Garanzia e Valutazione della Catalogna nel luglio di quell'anno.

Tuttavia, suo padre avviò una battaglia legale per impedirlo che percorse tutte le istanze giudiziarie possibili, dai tribunali spagnoli fino a la Corte Europea dei Diritti Umani, che alla fine rifiutò di sospendere l'eutanasia.

I tribunali hanno concluso in modo reiterato che non esisteva “mancanza di capacità” nella giovane e che la sua decisione era rimasta ferma durante tutto il processo.

Washington mette in discussione il sistema spagnolo

Funzionari statunitensi citati dal New York Post e da agenzie come EFE hanno espresso dubbi sul funzionamento del sistema di protezione per le persone vulnerabili in Spagna e sull'applicazione dell'eutanasia in casi non terminali o con componente psichiatrica.

Hanno anche insistito sulla preoccupazione che Castillo potesse avere dei dubbi poco prima del procedimento, un aspetto che non è stato supportato dalle risoluzioni giudiziarie spagnole.

Il caso ha riacceso il dibattito internazionale sul suicidio assistito e la legge spagnola sull'eutanasia, in vigore dal 2021, che consente di chiedere aiuto per morire in contesti di “sofferenza grave, cronica e invalidante”.

Un nuovo focolaio di tensione tra Washington e Madrid

La polemica per l'eutanasia di Noelia Castillo si aggiunge a un crescente deterioramento delle relazioni tra Stati Uniti e Spagna nelle ultime settimane, contrassegnato da differenze politiche, critiche incrociate e disaccordi in materia internazionale.

Le dichiarazioni del Dipartimento di Stato, che includono interrogativi sui diritti umani e sulle politiche migratorie spagnole, sono state percepite a Madrid come un'ingerenza diretta negli affari interni.

La risposta della ministra García, con un tono insolitamente duro nei confronti dell'amministrazione Trump, riflette quel "cattivo clima" diplomatico che comincia a consolidarsi nel discorso pubblico di entrambi i governi.

In mezzo a questo scontro politico, il caso di Noelia Castillo continua a generare un dibattito globale sui limiti dell'eutanasia, la protezione delle vittime e il ruolo dello Stato in decisioni profondamente personali.

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Redazione di CiberCuba

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