La nuova Legge sulla Salute apre la porta all'eutanasia a Cuba



Due persone in un ospedale, immagine di riferimentoFoto © CiberCuba / Sora

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La Legge sulla Salute Pubblica (Legge 165/2023), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale Ordinaria n. 9 di questo venerdì, ha incorporato per la prima volta a Cuba una regolamentazione esplicita sulle “determinazioni per la fine della vita”.

Nel documento, è stato riconosciuto il diritto a una “morte dignitosa” all'interno del sistema sanitario

In quella sezione, la norma include tra le opzioni i “procedimenti validi che pongono fine alla vita”, una formulazione che —senza menzionare la parola “eutanasia”— apre la porta legale a pratiche di morte assistita, sebbene la sua applicazione sia condizionata alla dichiarazione del Ministero della Salute Pubblica (MINSAP) riguardo alla creazione delle condizioni e alla regolamentazione in una “legge specifica” futura.

Il nucleo del cambiamento si trova nell'Articolo 158, sotto l'intestazione "Determinazioni per la fine della vita".

Cosa stabilisce la legge sul fine vita

La legge riconosce “il diritto… a una morte dignitosa” attraverso l'esercizio delle determinazioni per la fine della vita.

Definisci queste determinazioni come un "insieme di opzioni" che vengono attuate nel contesto di: a) adeguatezza dello sforzo terapeutico; b) rianimazione; c) cure continue; d) cure palliative; e) "procedure valide che pongano fine alla vita".

Si segnala che queste azioni sono rivolte a persone con malattie croniche degenerative e irreversibili, sofferenza intrattabile o in fase agonica o terminale.

Il testo fissa un vincolo esplicito nell'Articolo 161. La stessa legge stabilisce che è il MINSAP a determinare quando sono create nel paese le condizioni per effettuare "procedure valide che portino alla vita" e precisa che, in tal senso, saranno regolamentate in una "legge specifica".

In pratica, ciò significa che la Legge non descrive un procedimento già operativo né stabilisce di per sé un meccanismo dettagliato per applicare quei “procedimenti”; lascia la sua attuazione subordinata a una regolamentazione successiva.

La legge rafforza il quadro del consenso informato

Nello stesso corpo legale viene rafforzato il principio del consenso informato come requisito per le procedure mediche, con registrazione su modello ufficiale che fa parte della storia clinica e con norme per i casi in cui non sia possibile firmare per iscritto.

Inoltre, la legge riconosce il diritto delle persone di rifiutare procedure mediche e ordina che tale decisione venga documentata secondo il meccanismo del consenso informato.

Nel capitolo sulla fine della vita, la norma prevede anche che una persona possa rifiutare di ricevere procedure mediche, e ordina che, nel caso in cui questa decisione persista, venga registrata nel modello ufficiale di consenso informato e si proceda secondo gli articoli 127 e 128.

Un altro punto rilevante è che la legge stabilisce che l'esecuzione delle azioni approvate per realizzare il diritto a una morte dignitosa non genera responsabilità civile, penale o amministrativa per i professionisti coinvolti, a condizione che agiscano conformemente a quanto previsto.

In sintesi, la Legge 165/2023 apre una via legale affinché Cuba possa regolare in futuro la morte assistita sotto il paravento di “procedure… che pongono fine alla vita”, ma non equivale di per sé a un'eutanasia già implementata: la lascia in attesa di uno sviluppo normativo e di una decisione esplicita del MINSAP.

La normativa stabilisce che entra in vigore 90 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

Nel 2024, il regime ha assicurato che l'eutanasia continuava a essere punita dalla legge.

Specificamente, le autorità hanno stabilito che la persona che potesse indurre, facilitare o collaborare a porre fine alla vita di un altro essere umano incorrerebbe automaticamente in un possibile reato a Cuba.

Le "determinazioni" per la fine della vita continuano a essere rivolte a "persone con malattie croniche degenerative o irreversibili che soffrono di un dolore intrattabile, che si trovano in fase agonica o terminale della vita, o che hanno subito lesioni che le collocano in questa condizione".

Non si tratterebbe solo di pazienti oncologici, ma anche di persone con altre malattie, come quelle neurodegenerative.

Una nueva normativa dovrà stabilire chi sono i professionisti che applicheranno queste azioni e la decisione del medico deve essere rispettata perché può essere d'accordo nel farlo, o meno.

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Redazione di CiberCuba

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