Cubana malata affronta Díaz-Canel: "Non c'è nulla nemmeno negli ospedali"



“Niente”: una cubana malata affronta Díaz-Canel in videoFoto © Collage Facebook/Presidencia Cuba e Maite Alonso Companioni

Una cubana di 43 anni, costretta a letto da più di otto anni a causa di negligenza medica, ha registrato un video indirizzato al presidente Miguel Díaz-Canell in cui denuncia con crudezza le condizioni di vita a Cuba e lo sfida a venire a cercarla.

La donna, che soffre di piaghe multiple e si trova in posizione fetale perché non riesce a ottenere baclofen —un rilassante muscolare essenziale per la sua condizione—, interpella il mandatario senza mezzi termini: "Non c'è luce, non c'è cibo, non c'è acqua, non ci sono medicinali."

Assicura che non c'è nulla nemmeno negli ospedali, e aggiunge: "Questo è con te, presidente."

Il video è stato pubblicato su Facebook e ha accumulato più di 1.500 visualizzazioni, 59 reazioni e 15 commenti, con un pubblico che ha risposto con indignazione e solidarietà.

Fin dall'inizio del video, la donna chiarisce che non teme ritorsioni: "Guarda, faccio questo video per pubblicarlo su Facebook. Non mi importa se vengono a cercarmi, quel che mi faranno. Perché è la vita che stiamo vivendo. Stiamo vivendo una vita davvero brutta."

La protagonista descrive la sua situazione personale con dettaglio: da più di otto anni non riesce a camminare, ha piaghe che non guariscono per mancanza di materiali per la cura e ha bisogno di baclofene che non riesce a trovare da nessuna parte. "L'ho cercato anche sotto la terra", afferma.

Su denuncia abbraccia la crisi completa che vive il paese: interruzioni di energia da 16 a 20 ore al giorno, più di venti giorni consecutivi senza acqua, gas che arriva in bombole ogni sei o sette mesi —e vuote—, e ospedali che non accettano pazienti per mancanza di risorse.

Critica anche direttamente la proposta di digitalizzazione del governo: "Come potrà essere tutto computerizzato come desidera? Se non c'è neanche una connessione. Mi spieghi, non c'è connessione neppure per prelevare un peso in banca."

Su messaggio più incisivo arriva quando rifiuta l'argomento ufficiale dell'embargo: "Il blocco ce l'hai tu. E non sono d'accordo in questo momento. Se vuoi, vieni a mettermi in prigione, per me è lo stesso."

I commenti al video hanno riflettuto l'impatto delle sue parole. Gli internauti cubani hanno espresso solidarietà alla donna e si sono trovati d'accordo sul suo giudizio riguardo alla gestione del governo.

Vari utenti hanno segnalato che situazioni come la sua si ripetono in tutta l'isola, mentre altri hanno evidenziato il suo coraggio nel parlare senza paura delle conseguenze.

La denuncia arriva giorni dopo che Díaz-Canel ha visitato l'Ospedale Pediatrico Juan Manuel Márquez il 29 marzo per promuovere la telemedicina e la trasformazione digitale, un'immagine che contrasta con la testimonianza della donna e con i dati della crisi sanitaria: più di 96.000 pazienti aspettano un intervento chirurgico a Cuba, inclusi 11.193 bambini.

Secondo l'organizzazione Food Monitor Program, l'80% dei cubani considera l'attuale crisi peggiore del Periodo Speciale degli anni '90, e il 94% non ha fiducia che il governo possa invertirla.

La donna chiude il suo video con una frase che riassume l'esaurimento di migliaia di cubani: "Sono 67 anni che viviamo la stessa situazione. Io ne ho 43. E viviamo sempre la stessa cosa. Ma non è mai successo ciò che sta succedendo a lei in questo momento."

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Redazione di CiberCuba

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