Cubani residenti a Tenerife si sono radunati domenica nella Plaza de España di Santa Cruz de Tenerife, nelle Isole Canarie, per denunciare la crisi strutturale che opprime Cuba e chiedere la fine della dittatura.
La convocazione ha riunito manifestanti che hanno espresso il loro rifiuto del regime cubano e la loro preoccupazione per la situazione che vive la popolazione all'interno del paese, caratterizzata da prolungati blackout e scarsità di cibo e medicine.
In un video sulla protesta, condiviso su Instagram dall'utente Roberlán Fariña, si sentono slogan intonati dai partecipanti, tra cui “Se Cuba è in strada, noi lo siamo anche”, ripetuto più volte.
Al termine della concentrazione si sono ascoltati anche gridi di “Viva Cuba libera!”, “Giù i Castro!”, “Giù Díaz-Canel!” e “Viva la libertà, cavolo!”, mentre le persone presenti all'evento nel centro della capitale tinerfeña agitavano bandiere cubane e partecipavano ai canti collettivi.

La copertura della protesta ha generato dibattito sui social media dopo che alcuni utenti hanno messo in discussione l'approccio adottato da Radio Televisione Canaria, che mediante un vago approccio descriveva la concentrazione come una richiesta di maggiore implicazione internazionale di fronte ai blackout e alla carenza di rifornimenti a Cuba.
Nei commenti del post, diversi partecipanti hanno insistito sul fatto che la protesta avesse un obiettivo più ampio e che i manifestanti richiedessero apertamente la fine del regime cubano e del sistema politico attuale sull'isola.
La concentrazione a Tenerife si unisce ad altre mobilitazioni recenti guidate da cubani in diverse città spagnole.
Il 15 marzo, decine di persone si sono riunite di fronte al consolato cubano a Barcellona per esprimere il loro disappunto nei confronti del governo dell'Avana e sostenere le proteste registrate all'interno del paese.
Durante quella manifestazione sono state intonate slogan simili a favore della libertà di Cuba e contro il regime, mentre alcuni partecipanti hanno condiviso testimonianze sulle conseguenze della repressione nell'isola.
Le proteste si sono svolte anche a Madrid, dove un gruppo di cubani si è concentrato venerdì davanti alla sede del partito spagnolo Podemos per denunciare quella che considerano la complicità di tale organizzazione politica con il governo cubano, in mezzo alla polemica generata dalla recente visita a La Havana dell'ex leader della formazione Pablo Iglesias.
In parallelo, cubani residenti in altri paesi hanno organizzato caravane, concentramenti e incontri di attivisti per chiedere un cambiamento politico nell'isola e denunciare la mancanza di libertà.
Queste mobilitazioni si inseriscono in un contesto di crescente malessere all'interno di Cuba, dove la popolazione affronta frequenti blackout, carenza di cibo e una crisi economica che ha portato a uno dei più grandi esodi migratori nella storia recente del paese.
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