Una imbarcazione con circa 30 tonnellate di aiuti umanitari è partita dallo Yucatán verso Cuba, nell'ambito di un'iniziativa promossa da attivisti sostenitori del regime di La Habana, che hanno denominato "Granma 2.0", in diretta allusione allo yacht utilizzato dal dittatore Fidel Castro nel 1956.
Secondo quanto riportato dal quotidiano messicano La Jornada, il carico include alimenti, medicinali e attrezzature tecnologiche, ed è stato preparato nel porto di Chelem, nel comune di Progreso, con la partecipazione di attivisti messicani e stranieri.
Il gruppo organizzatore, denominato "Nuestra América", prevede che l'imbarcazione arrivi sull'isola il 21 marzo, anche se l'arrivo dipenderà dalle condizioni meteorologiche in alto mare.
Paralelamente, l' Embajada degli Stati Uniti a Cuba ha emesso giovedì un avviso di sicurezza in merito a segnalazioni di possibili manifestazioni e concentrazioni a L'Avana durante il fine settimana, probabilmente per "ricevere" questa flottiglia.
Inoltre, altri due natanti con tre tonnellate ciascuno sono partiti da Isla Mujeres come parte della stessa flottiglia.
Uno dei partecipanti, Thiago Ávila, ha affermato che l'iniziativa intende esprimere solidarietà con Cuba in mezzo all'attuale scenario politico, criticando apertamente la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'isola.
L'aiuto sarà ricevuto dall'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, organismo legato al regime, incaricato della sua distribuzione all'interno del paese.
In parallelo, l'agenzia AP ha informato che circa 500 delegati di 30 paesi hanno iniziato ad arrivare a Cuba come parte di questa carovana internazionale, che combina spedizioni via mare e via aerea in mezzo alla crisi energetica che colpisce l'isola.
Il contingente include attivisti, politici e organizzazioni internazionali che cercano di articolare una rete di sostegno al regime di Cuba, in un contesto segnato dalle tensioni con gli Stati Uniti e dalle misure avviate dall'amministrazione del presidente Donald Trump per rovesciare la tirannia.
Parte dell'aiuto include pannelli solari, alimenti e medicinali, mentre alcuni gruppi hanno già iniziato a consegnare donazioni negli ospedali cubani.
L'iniziativa è stata sostenuta anche da figure politiche e organizzazioni di sinistra in diversi paesi, il che ne rafforza il carattere non solo umanitario, ma anche politico e ideologico.
L'invio di questa flottiglia avviene in un momento di profonda crisi a Cuba, con blackout prolungati, scarsità di carburante e crescenti difficoltà nell'accesso ai prodotti di base.
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