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Il leader dell'opposizione José Daniel Ferrer ha chiesto giovedì al presidente Donald Trump e al segretario di Stato Marco Rubio di agire con urgenza di fronte alla situazione critica del prigioniero politico cubano Roilán Álvarez Rensoler, che ha subito un arresto cardiaco dopo 50 giorni di sciopero della fame.
Ferrer ha avvisato su Facebook che l'oppositore ha dovuto essere rianimato con un defibrillatore e ha avvertito che la sua vita è in pericolo imminente.
“Può morire in qualsiasi momento,” ha sottolineato, citando informazioni fornite dalla sua famiglia.
Secondo quanto denunciato sui social media, l'attivista si trova in condizioni estremamente gravi a causa della prolungata protesta della fame.
“Me lo ha appena detto sua sorella Arianna Álvarez”, ha precisato, mentre chiedeva aiuto anche a enti internazionali e a figure come l'ONU e il Sommo Pontefice, Papa Leone XIV, oltre a Trump e Rubio, in un appello urgente.
Secondo rapporti precedenti della piattaforma Cuba Decide, Álvarez Rensoler era già ricoverato in ospedale sotto custodia a Holguín, con una situazione che si deteriorava rapidamente, secondo quanto riferito dai suoi familiari.
L'attivista, membro dell'Unione Patriottica di Cuba (Unpacu) e promotore di Cuba Decide, ha iniziato uno sciopero della fame in protesta per quella che considera la sua detenzione arbitraria, avvenuta lo scorso 30 gennaio durante azioni di protesta.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno avvertito che la loro vita è in estremo pericolo e hanno richiesto garanzie immediate per le loro cure mediche, denunciando al contempo la mancanza di trasparenza da parte delle autorità riguardo al loro stato.
Il caso ha suscitato preoccupazione tra gli attivisti, che segnalano modelli di repressione contro gli oppositori a Cuba, inclusi il deterioramento fisico sotto custodia statale e le limitazioni delle informazioni ai familiari.
La gravità della situazione riaccende inoltre la paura per i precedenti decessi di prigionieri politici in sciopero della fame nell'isola.
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