L'Iran conferma la morte di Soleimani, capo della milizia che reprimeva le proteste



Gholamreza SoleimaniFoto © Wikimedia Commons

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Il regime dell'Iran ha confermato questo martedì la morte di Gholamreza Soleimani, comandante della milizia paramilitare Basij, una forza strettamente legata alla Guardia Rivoluzionaria e indicata per il suo ruolo nella repressione delle proteste civili.

Secondo quanto riferito da fonti ufficiali iraniane, Soleimani è deceduto durante i recenti bombardamenti nel paese, sebbene non siano stati forniti ulteriori dettagli sulle circostanze esatte dell'attacco.

Ore prima, l'Esercito israeliano aveva annunciato la morte del alto comando, assicurando che è stato abbattuto in "un attacco preciso" della forza aerea a Teheran, riportò da parte sua l'agenzia EFE.

Soleimani guidava da sei anni la milizia Basij, un corpo paramilitare utilizzato dal regime iraniano per controllare le manifestazioni, reprimere la dissidenza interna e rafforzare la sicurezza del sistema politico.

La Basij è stata ampiamente denunciata da organizzazioni per i diritti umani per la sua partecipazione nella repressione delle proteste, nelle detenzioni arbitrari e nell'uso della forza contro i civili.

La conferma della sua morte avviene nel contesto di un'intensificazione del conflitto nella regione, con scambi di attacchi che hanno aumentato la tensione tra Iran e Israele e suscitato preoccupazioni a livello internazionale.

Nel contesto dell'Operazione Furia Épica, Israele aveva già annunciato nella mattinata la morte in un attacco aereo a Teheran di due figure chiave dell'apparato di sicurezza del regime iraniano: Ali Larijani, segretario del Consiglio Supremi di Sicurezza Nazionale, e Gholamreza Soleimani.

Secondo un comunicato dell'esercito israeliano, l'operazione è stata eseguita con informazioni precise di intelligence militare e aveva come obiettivo quello di indebolire la struttura di controllo interno del regime.

Fino ad ora, le autorità iraniane non hanno fornito informazioni su eventuali sostituti al comando della milizia né hanno dettagliato l'impatto operativo della morte di Soleimani.

 

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